Caiazzo. Guerra fra supermercati: come stanno le cose, qual’è la verità e chi (eventualmente) ci specula?

Sembra proprio che ciascuno consideri dal proprio punto di vista la delicatissima situazione conseguita alla pronuncia del Consiglio di Stato che, in estrema sintesi, ha sancito l’illegittimità delle concessioni rilasciate dal Comune di Caiazzo, sulla base delle quali, a quant’è dato sapere, una cordata di imprenditori ha deciso di investire ingenti risorse per l’apertura di un grosso supermercato che pare dia lavoro una ventina di persone e quindi sostentamento ad altrettanti nuclei familiari.

Il tutto al termine di una controversia avviata circa dieci anni fa dai titolari di una simile, preesistente struttura, ubicata a poca distanza, che si sentivano danneggiati dalla concorrenza, convinti dell’insussistenza dei prescritti requisiti giuridici.

Obiezioni portate avanti con fermezza fino all’ultimo grado di giudizio amministrativo, del quale ora il nuovo legale dei soccombenti, avvocato Pasquale Marotta, invocherebbe la rivisitazione, mediante ricorso per cassazione, ipotizzando la conoscenza di nuovi elementi sconosciuti dagli ultimi giudicanti.

Procedura ch,e nel peggiore dei casi, consentirebbe l’avvio di un nuovo contenzioso e, quindi, la regolare ripresa dell’attività in attesa del definitivo verdetto.

Lo stesso avvocato, peraltro, ha contestato la procedura seguita dal Comune -cui compete l’esecuzione della sentenza- consistente, si, nel mero invito, tramite il comando di polizia locale, alla chiusura dell’esercizio, ma anche alla (precauzionale) notifica ai preposti della sentenza che avrebbero potuto anche non conoscere.

Avendo appreso che l’attività commerciale sarebbe comunque proseguita, l’indomani, accertato tale frangente, gli stessi agenti hanno verbalizzato il tutto, pare comminando una pesante sanzione ai responsabili dell’esercizio ormai ritenuto illegittimo e trasmettendo il tutto al funzionario comunale cui ora, per conseguenza, sulla base dell’attuale “status quo”, competerebbe intimare la chiusura.

Prima di agire, però, considerata la delicatezza delle varie situazioni, lo stesso funzionario intenderebbe approfondire il tutto e magari acquisire un parere “pro veritate”, sulla base del quale potrebbe quindi decidere scientemente (e coscientemente) come comportarsi.

Nel frattempo il supermercato continuerebbe l’esercizio, informandone quotidianamente la clientela anche tramite facebook, sebbene, a quanto è dato sapere, i responsabili dell’esercizio concorrente abbiano chiesto l’intervento della Guardia di Finanza e della stessa Asl.

Una situazione particolarmente delicata e incerta, soprattutto per i lavoratori, giustamente preoccupati del loro avvenire anche se, per siffatte circostanze, è possibile avvalersi della Cassa Integrazione qualora si rendesse necessario interrompere l’attività anche solo per il tempo necessario per un eventuale trasferimento in una struttura conforme, fermo restante il legittimo diritto al risarcimento dei danni subiti dagli imprenditori sulla base cioè a causa di eventuali documenti illegittimamente rilasciati da funzionari comunali o di altri enti.

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