Caiazzo. Dal (presunto) buon vivere al cattivo morire il passo è breve: alza il tiro l’ex sindaco Giaquinto

Avrà ben pensato di tendere la mano all’ex vicario,    nell’imminenza delle festività natalizie,

l’ex sindaco Stefano Giaquinto, “segnalando” il  successore e attuale primo cittadino quale precursore di una situazione che nella stessa giornata di sabato ha fatto assurgere agli onori delle cronache televisive i sindaci di altri Comuni nei quali in buona sostanza è stato… vietato morire: sinonimo indiretto del presunto buon vivere caiatino?

 

 

 

 

Anche se non con il clamore assicurato dai media alla vicenda del Comune di  Sellia Marina, in Calabria, in seguito all’emanazione di una specifica ordinanza sindacale almeno teoricamente ostativa ai decessi, la denuncia pre natalizia dell’ex sindaco potrebbe determinare la priorità del suo successore Tommaso Sgueglia rispetto al collega del Comune di Falciano del Massico –sul quale lo stesso giorno si sono concentrati i riflettori della Rai- dove pure morire sarebbe vietato per carenza di loculi, ma da meno tempo.

Nella presunta città  buonviverina, infatti, questo sarebbe un problema vecchio, come denunciato da Giaquinto,  nonostante il recente “mega ampliamento” del cimitero, a quant’è dato sapere perché progettato dall’ex sodalizio che per vari lustri ha determinato le sorti caiatine, con la formula dell’autofinanziamento, cioè pagato con i soldi degli acquirenti di loculi e lotti, quali meri candidati al decesso, determinando pertanto una grave penuria di loculi per quanti invece vengono carpiti davvero dalla “sorella” meno ambita in assoluto, cioè dalla morte.

 

Problema risolvibile esclusivamente puntando a nuovi espropri nell’area  contigua a quella cimiteriale,

da trasformare in ulteriore ampliamento dello stesso, a beneficio del prossimi defunti e naturalmente -sia chiaro, per mera casualitàdei proprietari di quei terreni.

E considerato l’oggetto del contendere, prima di riportare testualmente la denuncia pre natalizia di Giaquinto -alla quale peraltro il successore ha già preannunciato replica, deve presumersi similmente pacifica- non può esserci chiosa più azzeccata di quella dettata dall’adagio “tematico” chi vivrà… vedrà: anche quali saranno gli effettivi beneficiari… ovviamente viventi!

A Caiazzo in più di ogni altra realtà è meglio Vivere che Morire non si avrebbe la possibilità di avere una degna e definitiva sepoltura.

Da mesi l’ufficio tecnico sollecita la Giunta comunale ribaltonista a dare gli indirizzi.

Ma tutto resta lettera morta.

Ad oggi Le sepolture avvengono solo grazie a qualche concittadino che mette a disposizione la propria concessione.

L’amministrazione ribaltonista cosa aspetta? che i progetti arrivati in comune si realizzino da soli?

Interrogativi per i quali –repetita juvant– non resta che attendere la già preannunciata risposta del sindaco Tommaso Sgueglia.

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