Caiazzo e dintorni. ‘Tanto tuono che piovve’, anzi diluviò: e la prevenzione?

Impossibile non aspettarsi la repentina metamorfosi meteorologica, ampiamente preannunciata anche con tanto di allerta della Protezione Civile.

Ciò nonostante (tanto per non cambiare) i vari preposti si sono fatti trovare impreparati a fronteggiare il violento acquazzone che ha flagellato anche il comprensorio caiatino nella tarda serata domenicale e nottetempo.

Ovvie le ripercussioni anche sul traffico veicolare del lunedì, con sottovia e strade allagate, quindi auto bloccate, e lunghe code di veicoli imbottigliati senza prospettiva, oltre quella di pazientare, come si verifica anche mentre scriviamo lungo la provinciale per Caserta, all’altezza di San Leucio, ove il serpentone ha raggiunto l’hotel Belvedere, a quanto trapelato causa blocco della variante.

Il tutto ovviamente in seguito al’esondazione di torrenti e corsi di acqua secondari, a loro volta allagati, non di rado, in seguito agli spianamenti fondiari e alla conseguente rimozione di piante forse non abbastanza ponderati in fase propedeutica.

Ma anche argini di torrenti non bonificati o peggio ricoperti, anche nel comprensorio caiatino, al largo “Fossi” come lungo la provinciale per il Matese e in particolare nei pressi del ristorante “Paglia”, dove “acquazzone” è ormai sinonimo di “allagamento”, senza che mai nessuno si sia prodigato per risolvere seriamente il problema.

E così anche nella notte fra domenica e lunedì, quando, appunto, era ampiamente previsto il tempaccio, la strada si è allagata ed i malcapitati automobilisti in transito se la son vista davvero brutta finché non sono intervenuti i Vigili del Fuoco, peraltro chiamati a risolvere tantissimi altri problemi analoghi un po’ ovunque, come nei pressi della tenuta San Bartolomeo, ove altri veicoli sono stati soccorsi nottetempo.

Nessuno invece, a quanto lamentato, ha visto agenti della polizia locale o volontari della Protezione Civile che, nonostante l’orario insolito, potevano essere pre-allertati proprio in considerazione delle previsioni meteorologiche decisamente infauste.

Prodigarsi l’indomani o comunque quando il peggio è passato, infatti, suona beffardo per quanti avevano bisogno di aiuto e si aspettavano un intervento tempestivo al momento opportuno.

Altri invece auspicano che almeno la lezione sia utile per indurre i vari preposti, a ogni livello, ad attivarsi finalmente per risolvere in modo radicale il problema, predisponendo la sistemazione dei corsi d’acqua secondari e dei terreni scoscesi, evitando pertanto che troppo spesso le strade del comprensorio “buonviverino” si trasformino in acquitrini.

Nella foto “notturna” auto sviate  e sollevate da terra

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