Caiazzo. Santo Stefano Menecillo: tutto pronto per la solenne festa patronale del 29 ottobre

Fervono i preparativi per i solenni festeggiamenti patronali in onore si Santo Stefano Menecillo, ricordato dalla Chiesa il 29 ottobre, nel rispetto del seguente programma:

Da Venerdì 20 a Sabato 28 Ottobre, nell’attesa della festa, Novena in onore del Santo.

Ogni sera, alle ore 17,30 recita del Santo Rosario. Segue Celebrazione Eucaristica con omelia.

Domenica 29 Ottobre

Ore 8,00 – Prima Messa; Ore 10,30 – Messa Solenne accompagnata dal Maestro Alfonso Carullo; Ore 16,00 – Arrivo della Banda Musicale “Città di Tuoro” (Caserta) e giro del Paese; Ore 18,00 – Processione per le vie interne del Paese con i busti di Santo Stefano e di San Ferdinando.

Seguirà una solenne concelebrazione, presieduta dal nostro Vescovo, Monsignor Valentino Di Cerbo, e accompagnata dal coro polifonico della Cattedrale.

Dirige il Coro Virginia Cimino, collabora alla tastiera Anna Mastroianni.

Ore 21,00 – È diventata ormai consuetudine riservare una serata della festa ai talenti locali.

Il Gruppo Musicale “Franco Mantovanelli” presenterà le più belle canzoni del repertorio classico napoletano.

Collabora il soprano Virginia Cimino e per alcune canzoni della tradizione caiatina, il maestro Alfonso Carullo.

Lunedì 30 ottobre

Ore 20,30: Grande spettacolo musicale di Loredana Errore in concerto, animato anche dal cabarettista Pierino Tiramisu.

Ore 23,30: Chiudono i festeggiamenti i tradizionali Fuochi d’Artificio a cura della ditta Vincenzo Izzo di Treglia (Caserta)-

Le Luminarie sono della ditta Di Meo di Ruviano (Caserta); La manifestazione è curata da Gruppo D’Onofrio.

Il Comitato ringrazia quanti hanno contribuito e partecipato per l’ottimale svolgimento dei festeggiamenti.

 

 

EVENTI PRODIGIOSI OPERATI DA SANTO STEFANO VESCOVO

 In una solenne celebrazione pasquale il Vescovo Stefano, dopo la somministrazione della comunione, porse il calice di vetro ad uno dei chierici assistenti, affinché lo detergesse.

Durante la detersione il calice andò in frantumi.

Il Vescovo fece raccogliere i frammenti, li strinse amorevolmente con le mani, pregò e, tra lo stupore dei presenti, riportò il calice all’originaria integrità.

Un altro anno, sempre di Pasqua, dall’altare si spostò presso la balaustra per somministrare l’ostia consacrata.

Fu tale la ressa dei fedeli, che una colonna della navata si staccò dalla trabeazione e s’abbatté sulla folla.

Immediatamente un urlo di terrore risuonò nella chiesa, ma miracolosamente rimasero tutti illesi.

La presenza e la fede incrollabile del Santo Pastore avevano scongiurato il peggio.

Non mancarono altri episodi straordinari, che fecero di lui il Santo del Mistero Eucaristico e resero il suo Episcopato ancora più fecondo e pregno di meriti.

Nel 1011 al conte Pandolfo del Principato di Capua e di Benevento, che comprendeva anche la contea di Caiazzo, successero gli eredi Landone e, Adenolfo, molto diversi dal loro munifico predecessore.

Essi, infatti, pretesero la restituzione dei fondi donati dal pio Pandolfo alla Diocesi di Caiazzo.

Il Vescovo Stefano, sebbene carico di anni e malfermo in salute, rivendicò i diritti della chiesa caiatina ed impedì la sua espoliazione.

Al compimento dei 44 anni di Episcopato e degli 88 di età, il 29 Ottobre del 1023, transitò alla vita celeste, compianto e venerato da una moltitudine di fedeli.

Il suo corpo, rivestito degli abiti vescovili, fu deposto in un modesto sepolcro di tufo, nella Chiesa Cattedrale.

Quel sepolcro divenne ben presto luogo di preghiere, di voti, di guarigioni e di grazie miracolose.

Non v’è alcun dubbio: il Vescovo Stefano` aveva ricevuto da Dio il dono di straordinarie virtù taumaturgiche.

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