Caiazzo. 880 anni di storia diocesana in 1411 documenti esposti nel duomo dal 25 marzo

Sabato 25 marzo, alle 11.30, presso la Concattedrale di Caiazzo l’inaugurazione della mostra “Hoc instrumentum scripsi ego” – Il notariato caiatino nelle pergamene dell’archivio dell’Antica Diocesi di Caiazzo, alla presenza di monsignor Pagano dell’Archivio segreto Vaticano, e del dottor Paolo Franzese, Soprintendente Archivistico e Bibliografico della Campania, Direttore dell’Archivio di Stato di Napoli.

Nel mese di dicembre del 2016, lo sforzo e l’impegno profuso dalla Diocesi di Alife-Caiazzo ha consentito il rientro nella sede dell’Archivio diocesano di un gran numero di pergamene appartenenti all’antica Diocesi di Caiazzo.

Il fondo consiste di 1411 documenti che coprono un arco cronologico compreso tra l’anno 1007 e il 1887.

In una mostra che sarà allestita dal 25 marzo al 1 aprile presso la Chiesa Concattedrale Maria SS.Assunta e S. Stefano Menecillo, la Diocesi attraverso la Direzione dell’Archivio Storico Diocesano, intende sintetizzare le dinamiche del recupero di tale patrimonio documentario – bene di notevole valore storico per la Diocesi e la città di Caiazzo – attraverso un percorso espositivo tematico in grado di trasmettere al visitatore la reale portata dei risultati raggiunti.

L’esposizione si propone di evidenziare il tema del notariato così come ricavabile dai documenti a disposizione, ponendo particolare attenzione al periodo riferibile alla seconda metà del XIII secolo. Le ragioni di questa scelta affondano le proprie radici nell’interesse suscitato dai documenti appartenenti a questo periodo cronologico, che evidenziano la vivacità politica e culturale di Caiazzo di quel tempo attraverso gli atti documentari di ben quattordici notai pubblici regolarmente operanti.

Con l’occasione saranno presentate ed esposte anche tre tra le pergamene più antiche dell’Archivio: la cosiddetta “pergamena di Santo Stefano” (1007), la donazione di Rainulfo, conte di Alife al vescovo Orso (1117) e, sempre di Rainulfo una donazione privata del 1129.

PROGRAMMA DELLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA 

Indirizzo di saluto: Dott. Luigi Arrigo, Direttore Biblioteca e Archivio Storico – Diocesi di Alife-Caiazzo

Introducono: S.E. Mons. Sergio Pagano, B. Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano; Dott. Paolo Franzese, Soprintendente Archivistico e Bibliografico della Campania, Direttore dell’Archivio di Stato di Napoli.

Interventi: Dott.ssa Claudia Curcio, Archivista – Diocesi di Alife-Caiazzo, L’Archivio Storico Diocesano di Alife-Caiazzo;Dott.ssa Laura Esposito, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, Il notariato caiatino nei secoli XIII e XIV.

Conclusioni: S.E. Mons. Valentino Di Cerbo, Vescovo di Alife-Caiazzo.

Modera: Dott. Daniele Ferraiuolo, Laboratorio di Archeologia Tardoantica e Medievale Unisob.

Sono più di 1000 le  pergamene dell’Archivio vescovile tornate a Caiazzo dopo oltre 50 anni di deposito presso l’Archivio di Stato di Napoli.

«Un nuovo segno concreto dell’impegno e dell’attenzione della Diocesi per la città di Caiazzo, nonché di quanti, con competenza e passione hanno consentito il raggiungimento di questo ambito traguardo, occasione singolare di crescita culturale e  soprattutto di promozione territoriale…» ha commentato il vescovo monsignor Valentino Di Cerbo.

Si tratta di 1411 unità documentarie che coprono un arco temporale che va dal 1007 fino al 1887, un fondo pergamenaceo tra i più completi e interessanti di tutto il Mezzogiorno e certamente una testimonianza storica unica per l’area del Medio Volturno.

Diversi e complessi i tentativi, compiuti negli ultimi anni, per riportare nella sua sede naturale l’intero corpo documentario, nei quali sono stati coinvolti la Soprintendenza Archivistica nella persona del soprintendente Maria Luisa Storchi, il Direttore dell’Archivio diocesano Luigi Arrigo e il Vescovo Mons. Valentino Di Cerbo.

È del 1 aprile 2016 la richiesta formale di restituzione dell’intero fondo depositata alla Direzione Generale degli Archivi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, che, acquisito il parere della Soprintendenza, il 28 giugno 2016 ha disposto la revoca del deposito, chiedendo all’Archivio di Stato di Napoli di procedere alla consegna del fondo, previa verifica della sua integrità.

Così, lo scorso 13 dicembre, il neo direttore dell’Archivio di Stato nonché Soprintendente Archivistico facente funzioni, dottor Paolo Franzese,  ha consegnato l’intero corpus alla Diocesi di Alife-Caiazzo, che si appresta a ricollocarlo nei locali del rinnovato Archivio storico diocesano caiatino, dove sono altresì custoditi documenti fruibili anche attraverso modernissimi sistemi di consultazione digitale.

«La restituzione al nostro territorio di questo importante corpus diplomatico – ha dichiarato il dottor Arrigo, responsabile dell’Archivio diocesano – ha un’importanza notevole per la cultura e la storia locale. L’opera di custodia e di valorizzazione fatta dall’Archivio di Stato di Napoli è stata fondamentale per garantire la conservazione e l’integrità di tali documenti, ma oggi, grazie al rinnovato impegno della Diocesi, si mette a disposizione della comunità e degli studiosi una ricchezza documentaria che è certamente motivo di entusiasmo, orgoglio e rinnovato senso di responsabilità».

Un successo che ha radici nella premura dei vescovi Mons. Angelo Campagna e Mons. Pietro Farina, ma è stato possibile grazie  all’allestimento dell’archivio storico diocesano di Caiazzo, fortemente voluto da Mons. Valentino Di Cerbo e realizzato dal dott. Arrigo, coadiuvato da archiviste esperte quali la dott.ssa Roberta Cinque e la dott.ssa Claudia Curcio.

Il rientro delle pergamene è stato frutto anche della competenza e della professionalità di esperti e tecnici, tra cui il caiatino Gianrufo Sparano, profondo conoscitore e studioso del corpus.

Del fondo appena recuperato, è stato conferito mandato alla dottoressa Laura Esposito, di continuarne lo studio già avviato ai fini della pubblicazione. Nel frattempo le pergamene saranno riordinate e ne saranno verificate le condizioni di conservazione, che in alcuni casi risultano estremamente precarie a causa della chiusura decennale della sala diplomatica all’Archivio di Stato. Nelle prossime settimane si procederà ad una prima mappatura e individuazione degli interventi necessari, dalla disinfestazione al primo restauro.

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