Caiazzo. ‘Mura ciclopiche occultate’: denuncia scattata per Comune, tecnici e Soprintendenza

Un vero, clamoroso scempio sarebbe stato perpetrato, nel corso dei lavori di ristrutturazione del centro storico caiatino che, dopo il clamore per il ritrovamento di storici reperti, anche umani, sotto la pavimentazione dell’antico decumano e la delusione conseguita alla ricopertura di quanto non sarebbe stato facilmente trasferibile altrove, si arricchiscono di un nuovo, fosco capitolo inerente la “sistemazione”, tuttora in atto, dell’ampio largo Fossi.

Il tutto grazie all’occhio vigile e attento dei dirigenti dell’Associazione Storica del Caiatino e in particolare della sua presidente Ilaria Cervo che, insieme ai vertici dell’Osservatorio per i Beni Culturali dell’area Caiatino-Trebulana, stigmatizzano un vero scempio, a quant’è dato sapere, già denunciato anche a Magistratura e Soprintendenza:

Il restauro delle antiche mura al largo Fossi non ci piace!

Lo diciamo subito, senza giri di parole: quel lavoro non ci piace.

Non si tratta di “bello” o “brutto”, a noi non piace il modo in cui è stata trattata una testimonianza materiale della nostra identità.

Il largo Fossi è la rappresentazione stratigrafica della nostra storia – dal periodo sannita al XIX secolo passando per il medio evo – ma è anche il luogo della memoria per tanti di noi, che abbiamo giocato a calcio, a “mazza e pieuso”, con lo strummolo, che abbiamo volteggiato sulla giostra del “calcinculo” o riso coi saltimbanchi.

Oggi, nel nobile intento di riqualificarlo, ce lo ritroviamo privato dei suoi segni distintivi.

Hanno trasformato una delle poche torri rimaste fra quelle di cui erano dotate le mura cittadine, in un barbacane!

Ma hanno pasticciato anche con la lettura stratigrafica di quanto rimaneva della cinta muraria esistente.

Per colpa di chi?

Non è facile ammetterlo, ma la prima responsabilità è da imputare a noi cittadini che non abbiamo esercitato il diritto all’informazione e alla partecipazione su quanto si stava per realizzare.

Certo, è lungo anche l’elenco di coloro che sono stati retribuiti per usare al meglio le loro competenze in questo intervento di restauro: il progettista, il direttore dei lavori, l’archeologo incaricato dal Comune, i tecnici della Soprintendenza archeologica e quelli della Soprintendenza per i beni storico-architettonici.

Noi non sappiamo dove siano le responsabilità tecniche o quelle amministrative, ma a tutti diciamo di sentirci offesi per quanto è stato fatto.

(Associazione Storica del Caiatino – Osservatorio per i Beni Culturali dell’area Caiatino-Trebulana – Comunicato Congiunto – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

 

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