Caiazzo. Comune, PUC: la minoranza allude a ‘gruppi di affari’, il sindaco sminuisce ma con poca ‘fermezza’

Ancora una volta, dopo circa mezzo secolo da quando in Consiglio comunale se ne è parlato per la prima volta,

la pianificazione urbanistica cittadina si rivela dirompente anche se ormai le massime assisi cittadine sono disertate, non solo per generale sfiducia nelle istituzioni e nella politica in genere, ma anche per la totale assenza di pubblicità.

Dirompente al punto da indurre un componente del gruppo consiliare di minoranza ad insinuare chiaramente la possibile esistenza di “gruppi di affari” negati, si, dal sindaco, ma non certo con la fermezza che ci si sarebbe attesi per sì grave allusione.

Tutto scaturito da una richiesta dell’ex capogruppo di maggioranza, Giovanni Mastroianni, a “rivedere” in via di autotutela l’ìter avviato per la redazione del PUC, acronimo di Piano Urbanistico Comunale, strumento sostitutivo, almeno nella definizione del Piano Regolatore Generale, che nessuna amministrazione cittadina si è dimostrata in grado di approvare nonostante le centinaia di milioni di lire spesi dal Comune, cioè dai contribuenti, e che ha determinato lo scioglimento di varie amministrazioni.

Maggioranza ferma sulle propri decisioni, nonostante gli accorati appelli delle minoranze (raddoppiate per gruppi ora che Giovanni Mastroianni si è dichiarato indipendente), motivando la propria decisione sul fatto, ovvio, che l’eventuale revoca per autotutela competerebbe solo al funzionario che ha adottato un atto contestato e non certo ai Consiglieri comunali anche se, a parole, la maggioranza di è dichiarata pronta a discutere degli indirizzi politici riconoscendo che l’assetto urbanistico deve riguardare tutti i gruppi cittadini, eventualmente anche non espressamente politici, fermo restando il prosieguo dell’iter, contestato anche per la somma inizialmente prevista alla bisogna che potrebbe lievitare col tempo salvo a considerare l’affido al migliore offerente pur sapendo che questo non potrebbe certamente sinificare il migliore PUC cui la città può aspirare

Non meno gravi le parole lette “fra le righe” delle dichiarazioni del capogruppo di minoranza Stefano Giaquinto, il quale ha suggerito di non considerare edificabili terreni agricoli oggetto di compravendita negli ultimi dieci anni, lasciando immaginare eventuali affari sottobanco predisposti o già attuati in vista di provvidenziali stravolgimenti urbanistici.

Ma si tratta di mere parole, magari oggetto di erronee interpretazioni, anche a causa del sempre carente impianto microfonico, ovvero non suffragate da fatti, come nel caso della strada di accesso al pubblico parcheggio previsto alle spalle dell’ex palazzo Acerra, si diceva promesso dall’imprenditore forse in cambio di qualche “condiscendenza” edificatoria ma che di fatto non esiste…

Verba volant, insomma, sicché dell’ultima assise dell’anno, oltre gli attriti fra i vari gruppi, resteranno i voti, di astensione per Mastroianni, quelli contrari del gruppo “Uniti per Caiazzo” ed ovviamente quelli favorevoli della maggioranza, numericamente sufficienti per approvare tutto grazie al provvidenziale “ripensamento di Raffaella Sibillo.

Né resterà traccia del “dimenticato” scambio di auguri, evidentemente sfuggito nella concitazione, sempre che, ancora una volta, l’amplificazione carente non abbia tradito il nostro udito…

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