Caserta-Matese. Appalti truccati: arrestati presidenti di Provincia e Consorzio Bonifica, sindaci, imprenditori e un ‘vigile’

dicostanzo-bandiere-11-466x315carabinieri-caserta-sbaglio-necessita-11-466x315Da’alba di martedì 13 settembre, Carabinieri e Finanzieri di Caserta stanno eseguendo 20 misure di custodia cautelare

emesse dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della locale Procura, nei confronti di amministratori locali, pubblici funzionari e noti imprenditori.

Le attività di indagine, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere hanno consentito di portare alla luce un vero e proprio sistema criminale finalizzato all’assegnazione illecita di appalti milionari in diversi Comuni del casertano.

Spicca, fra i nomi degli arrestati, quello di Angelo Di Costanzo, presidente della Provincia di Caserta e sindaco di Alvignano.

Il suo arresto rientra nell’ambito dell’inchiesta per appalti assegnati irregolarmente nel settore rifiuti in diversi comuni casertani condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Caserta, cui ha collaborato il Reparto operativo dei Carabinieri casertani, inchiesta dalla quale sono scaturite venti misure cautelari.

Tre i sindaci raggiunti da misure restrittive, tra cui quello di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello; in manette l’ex primo cittadino di Casagiove, Elpidio Russo, il comandante della polizia municipale di Alvignano, Franco Vincenzo Mario, con l’assessore all’Ambiente Simone Giannetti (domiciliari), il presidente del Consorzio di bonifica Sannio Alifano, Pietro Andrea Cappella, l’imprenditore di Gioia Sannitica Luigi Imperadore, nonché funzionari (attuali ed ex del capoluogo matesino come  Ernesto Palermiti e Pietro Terreri.

Le ipotesi di reato vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione alla turbata libertà di incanti.

Secondo gli inquirenti, Angelo Di Costanzo (nella foto a sinistra) -esponente di Forza Italia e fedelissimo di Maria Rosaria Rossi, ex fac totum -meglio nota quale “badante”- di Berlusconi, avrebbe ottenuto una serie di favori in cambio delle assegnazioni di appalti milionari nel settore dello smaltimento dei rifiuti.

Sempre secondo gli investigatori, il presidente della Provincia di Caserta avrebbe ottenuto l’assunzione di amici e parenti, oltre a buoni benzina, auto di lusso e altri regali, in cambio dell’assegnazione dei lavori.

Ma solo nelle prossime ore, forse giorni, si potrà avere un quadro più dettagliato della situazione e delle stesse conseguenze di quanto accaduto, che ovviamente comporta sconvolgimenti anche negli enti interessati dal blitz e in particolare per la Provincia di Caserta e i Comuni di Alvignano e Piedimonte Matese, accomunati da un unico “denominatore” comune proprio nel comparto dei rifiuti.

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