Vitulazio. Bambina colpita da un proiettile: mandato di cattura internazionale per prendere i genitori

giallaurito-enrico-11+200x300de+crescenzo-luisa-11-200x300Confermata l’accusa di tentato omicidio: resta in carcere anche Biagio Capasso. bimba-ferita_arrestati-genitori-11Il gip di Santa Maria Capua Vetere, infatti, ha condiviso il quadro accusatorio ricostruito dai sostituti procuratori Vincenzo Quaranta e Valentino Battiloro per il grave episodio verificatosi nella notte tra domenica e lunedì a Vitulazio dove, nel corso di una spedizione punitiva, è rimasta ferita una bambina di soli tre anni.

Capasso, insieme a un uomo e una donna che si erano dati alla fuga, ma che erano stati prontamente identificati dai carabinieri di Santa Maria Capua Vetere e Capua, e sono già stati tratti in arresto, avrebbe esploso ben nove colpi di pistola contro l’auto dei due giovani coniugi, con i quali pare avesse avuto un diverbio, poco prima, nel bar “Manhattan” di Vitulazio.

Non sono stato io”, però, avrebbe dichiarato Capasso, fornendo un alibi tuttora al vaglio degli inquirenti, che peraltro devono ancora chiarire il movente del raid, nel corso del quale la piccola è stata colpita a una mano dal proiettile.

Superato bene l’intervento, ora la piccola è stata affidata a una familiare in quanto, dopo il raid, a carico di ambo i genitori, Enrico Giallaurito e Luisa De Crescenzo (nelle foto), è scattato un mandato di cattura europeo poiché, fra l’altro, i due giovani coniugi di Bellona sono accusati di aver sottratto 26.000 euro dal conto corrente di un imprenditore tedesco, atteso che fino a due mesi fa la coppia viveva in Germania.

I nostri magistrati si sarebbero subito attivati per chiedere agli omologhi tedeschi l’estradizione dei due due coniugi e i difensori dei fuggitivi si sarebbero fermamente opposti a tale richiesta poiché in Germania la truffa è punita con il carcere e non solo passibile di denuncia a piede libero, tuttavia i due sarebbero stati arrestati proprio nella loro terra cioè a Capua.

Uno scenario intricato, quindi, si celerebbe dietro il raid di lunedì notte, forse non estraneo allo spaccio di stupefacenti, considerato che, a quanto trapelato, sia a carico di Capasso che di Giallaurito, padre della bambina, sono emersi precedenti giudiziari proprio per questioni di droga, ma le indagini vanno avanti, dopo essersi concluse le ricerche dei due fuggitivi.

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