Caiazzo. Smaltimento rifiuti: nuova proroga trimestrale del Comune alla ditta ‘in odore’ di camorra

rifiuti-15x10-business-chi-1rifiuti-115x10-business-13Qualunque scelta di una pubblica amministrazione può essere discutibile ma solo fino a un certo punto criticabile

o, peggio, censurabile, se basata sulla massima equità.

io+vorrei-15x10-tom+ non+vorrei-12cantone-raffaele-antimafia.11_335x200Nel caso del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti invece, continua a registrarsi non solo la proroga “ad oltranza”, ovvero sempre senza perfezionare la gara d’appalto, ma addirittura questo avviene a beneficio di un’impresa che, per quanto onorabile possa ritenersi, è purtroppo incappata da tempo nell’interdittiva antimafia della prefettura.

Ciò nonostante i preposti comunali continuano imperterriti a prorogare l’affidamento a tale impresa, per quanto è dato sapere, senza mai riuscire a perfezionare una nuova gara di appalto, vox populi addirittura con il beneplacito della prefettura che avrebbe già avallaouna nuova proroga trimestrale a tutto settembre.

Una decisione che potrebbe anche essere comprensibile, considerata la necessità di smaltire quotidianamente i rifiuti prodotti, almeno per il tempo strettamente necessario ad espletare una nuova, conforme gara di appalto.

Se però si considera che per analogo motivo la stessa amministrazione ha immediatamente bloccato i lavori di riqualificazione del centro storico, con il gruppo di maggioranza che pare si dichiarasse turbato e preoccupato anche per altri appalti espletati durante la precedente gestione, cioè quella antecedente il super criticato ribaltone, e ancora oggi non si riesce a cavare il proverbiale ragno dal buco, per vedere ripresi i lavori, proprio non si riesce a comprendere quale metodo equo abbia potuto indurre la pubblica amministrazione caiatina, ovvero qualche suo preposto, a scelte sì diametralmente opposte.

Una decisione che frutterà alla ditta “incriminata” quanto fortunata introiti per altri centomila euro, che vanno ad aggiungersi a quelli finora pagati dal Comune alla stessa impresa, per un importo stabilito in circa 35 mila euro mensili (28.000 + Iva per l’esattezza).

Il tutto -fanno notare alcuni critici osservatori, “turbati” non meno dei politicanti, anche in barba alle inerenti disposizioni del  presidente dell’Autorità nazionale Anti Corruzione Raffaele Cantone:

“La proroga ‘tecnica’ per i contratti pubblici non è più uno strumento di ‘transizione’ per qualche mese di ritardo determinato da fatti imprevedibili, ma è diventato un ammortizzatore pluriennale di palesi inefficienze di programmazione e gestione del processo di individuazione del nuovo assegnatario”. Parole chiare quelle del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone scritte nell’indagine che l’Anac ha effettuato rispetto “all’’Utilizzo improprio delle proroghe/rinnovi di contratti pubblici.” E poi ancora sulle proroghe ecco uno stralcio di un comunicato stampa di Cantone:

“Sull’istituto della proroga e del rinnovo, l’Autorità è intervenuta in numerosi casi; con la deliberazione n. 34/2011, ha chiarito che la proroga – oggetto di numerose pronunce da parte della giustizia amministrativa – è un istituto assolutamente eccezionale ed, in quanto tale, è possibile ricorrervi solo per cause determinate da fattori che comunque non coinvolgono la responsabilità dell’amministrazione aggiudicatrice.

Al di fuori dei casi strettamente previsti dalla legge (art. 23, legge n. 62/2005) la proroga dei contratti pubblici costituisce una violazione dei principi enunciati all’art. 2 del d.lgs. 163/2006 e, in particolare, della libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza.

La proroga, nella sua accezione tecnica, ha carattere di temporaneità e di strumento atto esclusivamente ad assicurare il passaggio da un regime contrattuale ad un altro. Una volta scaduto un contratto, quindi, l’amministrazione, qualora abbia ancora necessità di avvalersi dello stesso tipo di prestazione, deve effettuare una nuova gara (Consiglio di Stato n. 3391/2008)”.

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