Caserta. Asl, politica e camorra: dure condanne chieste per l’omicidio di Vincenzo Passariello
Condanne esemplari di 30 anni chieste per l’imprenditore Angelo Grillo, Antonio Della Ventura e Pasquale Cirillo,
quest’ultimo difeso dall’avvocato Francesco Liguori, mentre per Salvatore Belforte, attualmente collaboratore di giustizia, la richiesta del PM è di nove anni di carcere.
Il collegio difensivo è rappresentato dagli avvocati Michele Di Fraia, Massimo Trigari, Antonio Abet e Renato Jappelli.
Vincenzo Passariello fu ucciso nel 1998 con due colpi di pistola mentre usciva dal suo ufficio.
Il pentito dei “mazzacane” Salvatore Belforte ha dichiarato a suo tempo che Grillo aveva cercato di convincere Passariello a desistere dal partecipare a bandi di gara per gli appalti all’Asl, facendo leva anche sulle sue amicizie politiche, ma che era stato tutto inutile, “per questo – ha aggiunto Belforte – lo abbiamo eliminato fisicamente”.
Nel mese di dicembre dello scorso anno ci fu una svolta nella vicenda: i carabinieri del comando provinciale di Caserta, su mandato della Dda di Napoli, eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre esponenti del clan camorristico “Belforte” di Marcianise – presunti responsabili, a vario titolo, di omicidio aggravato dal metodo mafioso.
Nell’ambito di un’articolata indagine avviata dalla procura nel marzo del 2012, sarebbero state accertate gravi presunte responsabilità penali a carico dell’imprenditore Angelo Grillo, legato al sodalizio camorristico marcianisano, il quale al fine di imporsi nel settore terziario e di aggiudicarsi l’appalto per le pulizie dei presidi ospedalieri dell’Asl Caserta 1, non aveva esitato a commissionare ai vertici del clan Belforte, del quale era sodale, l’omicidio dell’imprenditore Vincenzo Passariellio già leader del settore “pulizie” e vincitore di appalti di servizio da prestare nell’ambito dell’Asl di Caserta, suo concorrente, e pertanto di intralcio alla sua ascesa imprenditoriale.
Emersero anche gravi responsabilità a carico di Gennaro Buonanno, classe 1949, e Antonio Della Ventura, detto “o coniglio”, classe 1964, i quali ,in concorso con Salvatore Belforte, capo dell’omonimo clan e dal marzo 2015 collaboratore di giustizia, nonché Pasquale Castaldo, deceduto nell’anno 2003 a seguito di un agguato camorristico avvenuto in Caivano, avevano acconsentito al desiderio del Angelo Grillo, pianificando e realizzando l’omicidio del Passarielli il 27 gennaio 1998.
A tutti la procura partenopea contesta l’aggravante di aver commesso i fatti al fine di agevolare l’organizzazione camorristica denominata “clan Belforte” di Marcianise a cui appartiene il titolare della ditta, già tratto in arresto nel contesto della stessa indagine ed attualmente detenuto al regime di 41 bis.
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