Caiazzo. Comune: privacy violata al Comune per chiedere con lettere aperte soldi ‘prescritti’ da anni?!

piu-tasse-15x10-tutti-11tasse-ovunque-11-300x200Contribuenti caiatini infuriati con l’amministrazione guidata dal sindaco Tommaso Sgueglia.

Il motivo? Violazione della privacy e richieste di pagamento con toni ritenuti “perentori e per certi versi minacciosi” nei riguardi dei contribuenti, sebbene da tempo quei ruoli siano prescritti!

Ecco la missiva che ci giunge da fonti interne di palazzo:

I toni perentori (e per certi versi, forse, anche minacciosi) della nota in oggetto, nel pretendere la definizione in tempi estremamente rapidi (deve presumersi imposti da norme e atti citati ma non esplicitati) di presunte, annose pendenze, costringono il sottoscritto alla ferma opposizione anche per conto della moglie, destinataria di analoga istanza, peraltro recante identico numero di protocollo, evidentemente usato anche per tanti altri destinatari, con violazione della privacy che peraltro appare molto più seriamente violata, sia per la sua spedizione “aperta e leggibile”, non solo dal messo, tenuto alla segretezza, ma anche da quanti altri hanno potuto leggere tutti i documenti “sensibili” cioè riservati di tanti contribuenti magari in temporanee difficoltà, senza escludere neanche i numerosi LSU operanti nei vari uffici, pur non essendo obbligati al segreto in forza di conforme giuramenti fatto al prefetto come (senza offesa) veri dipendenti comunali. 

Ancor più grave appare che eventuali pendenze di chicchessia siano state portate a conoscenza del responsabile di altro ufficio, evidentemente neanche obbligato al segreto poiché “esterno”; per tale ragione si chiede espressamente che in futuro ogni eventuale inerente incombenza sia demandata a un funzionario dipendente, a evitare ulteriori violazioni della privacy che non solo secondo il ricorrente aggraverebbero una situazione già ora ritenuta molto più lesiva di quanto eventualmente dovuto, fermo restando che non si comprende il motivo di unificare le istanze. 

Condizionale d’obbligo poiché a memoria d’uomo ai ricorrenti non risulta alcun atto interruttivo di termini -altrimenti prescritti da anni- che potrebbe desumersi da alcuni numeri di “sollecito” citati, ma non allegati o specificati, deve presumersi perché, fatte salve eventuali dimenticanze umane, notificati a terzi, altrimenti nessuno avrebbe potuto legalmente usare toni così drastici. 

Quanto alle citate norme del Codice Civile, su cui pare basata la pretesa, si eccepisce che nello stesso atto si attesta la mancanza di un conforme contratto, elemento ritenuto basilare proprio per appellarsi alle stesse, evidentemente perché solo in seguito le regole sono state modificate, peraltro in modo unilaterale, sicché pare legittimo soppesarle prima dell’eventuale accettazione. 

Ad abundantiam si eccepisce, per tutte le analoghe istanze, in difetto di conformi sottoscrizioni, la mancanza di un sigillo o timbri di ufficio, atti a distinguere un documento da una mera copia. 

Prima di procedere in qualunque, eventuale senso, fatte salve eventuali responsabilità anche personali di chicchessia, si chiede pertanto di produrre una copia di tutti gli atti citati e inerenti il rapporto, nonché bozza di un eventuale contratto aggiornato, che i sottoscritti si riservano di valutare d eventualmente sottoscrivere, ritenendo nelle more di essere nel giusto sulla base di norme evidentemente vigenti all’epoca della sottoscrizione di atti dei quali pure si chiede copia.

(Lettera firmata – Fonte: CorriereCaserta – Archiviata in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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