Orta di Atella. Voleva strangolare l’ex moglie, salvata dai Carabinieri che hanno arrestato il 32enne
I Carabinieri della Compagnia di Marcianise hanno tratto in arresto B.V., classe 1984, responsabile di tentato omicidio della moglie C.A. classe 1984, in via di separazione.
Nel pomeriggio di venerdì 15 aprile la donna, da qualche mese separata dal marito, si era recata presso l’abitazione di quest’ultimo, in Orta di Atella, in compagnia del figlio minore e di una sua conoscente, allo scopo di procedere al ritiro di alcuni effetti personali.
Nella circostanza l’uomo, dopo aver consentito senza intralcio lo svolgimento delle operazioni, al termine delle medesime, dopo che l’amica della donna e il figlio minore della coppia avevano raggiunto il pianerottolo, impediva alla moglie di lasciare l’abitazione, barricandosi di fatto all’interno, dopo aver chiuso a chiave la porta di ingresso.
L’amica, udite le strazianti richieste di aiuto avanzate dalla donna, temendo che la stessa potesse essere vittima di una violenta aggressione, contattava tramite il 112 la centrale operativa dei Carabinieri, che immediatamente inviava una pattuglia.
Giunti sul posto, i Carabinieri raggiungevano l’appartamento ove era stata segnalata la presunta aggressione, ivi temendo per l’incolumità della donna, non ricevendo alcuna risposta dall’interno, ponevano in essere un’azione di forza volta ad aprire la porta di accesso.
Nel frattempo però l’uomo si decideva a consentire l’accesso dei militari, che immediatamente prestavano i primi soccorsi alla donna, trovata riversa in terra, in evidente stato confusionale e con evidenti segni di violenza sul collo mentre l’uomo, apparso freddo e sereno, consegnava al militari un cavetto utilizzato allo scopo di strangolare la vittima.
Garantite le condizioni di sicurezza, i militari richiedevano l’intervento del 118 i cui operatori, giunti sul posto, trasportavano d’urgenza la donna presso l’ospedale civile di Aversa, ove venivano refertate le ecchimosi al collo.
L’uomo, accompagnato quindi in caserma, veniva dichiarato in stato di arresto e, dopo essere stato sottoposto alle operazioni di rito, veniva tradotto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.
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