Mondragone. Insorge l’ex assessore Fusco: cavalcavia quasi inutile, in costruzione ma finanziato a metà?!

Il cavalcavia della discordia in mezzo ai cittadini indifferenti.
La discussione sembra coinvolgere più i pochi addetti ai lavori, politici e professionisti, che lamentano il grave impatto ambientale dell’opera.
Mario Fusco (nella foto a destra), ex assessore della trascorsa amministrazione Cennami, al momento è il portabandiera di questa fronda politica che sta attaccando sull’intero fronte delle opere pubbliche.
La struttura, oltre a non superare il vaglio dell’impatto ambientale, progettata in tempi nei quali non vi era l’attuale spiccata sensibilità, presenta dei vulnus alquanto gravi.
Infatti sarebbe stata finanziata per metà, circa 700.000 euro, mentre la restante parte dovrebbe essere reperita nel prossimo futuro.
Come a dire facciamo l’opera poi si vede chi paga.
Questa lacuna di copertura finanziaria spinge ad osservazioni legittime al fine di evitare scempi ambientali ed opere incompiute come nel caso del molo.
L’altra questione riguarda le proprietà private e pubbliche che saranno interessate dal cavalcavia che presenterebbe altri inconvenienti come il mancato raccordo urbanistico con viale Margherita.
Insomma i difetti non mancano per la struttura che, comunque, può servire ai pedoni e ciclisti per attraversare incolumi la statale Domitiana.
Purtroppo, dell’attesa variante Anas, che da Pescopagano doveva bypassare il centro urbano di Mondragone, attraverso la realizzazione della superstrada da ricongiungere a quella che inizia al Garigliano direzione Formia- non si parla più.
Eppure, quando Landolfi era ministro, l’opera venne finanziata dal Cipe.
Questa prevedeva svincoli e gallerie nel tratto S. Mauro nei pressi della Cantarella e, se realizzata, non avrebbe avuto senso il sovrapasso nel bel mezzo del centro urbano.
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