Droga, al peggio non c’è mai fine: attenzione al super sballo da ‘JWN’
Si chiama modello “A” ed è un modulo in dotazione alle forze di poliziache viene compilato ogni qualvolta viene fermata una vettura per un controllo sulle strade.
E’ utilissimo poichè i dati registrati su quel “foglietto bianco” all’apparenza insignificante, vengono a fine turno immessi in un unico “database” consultabile in ogni momento dalle stesse forze di polizia per i dovuti riscontri.
Cosa c’entra questo con la nuova frontiera della droga? C’entra e come se c’entra!
Infatti in base a quei dati si evince che nel solo 2015, su tutto il traffico veicolare controllato nelle piazze di spaccio (Scampia, Terzo Mondo, Caivano, Afragola eccetera) il 15% proveniva dell’Alto Casertano!
Numeri consultabili anche sui vari siti di approfondimento presenti in rete.
E ciò cosa sta a significare? Con uno scarto dello 0,00001 per cento di errore, sicuramente chi di Piedimonte Matese, Caiazzo, Teano o Mignano Monte Lungo e magari di Vairano Patenora o Caianello, è stato beccato a gironzolare in quelle aree malfamate, era in cerca di droga. E’ quasi inconfutabile.
E per droga adesso, si è aperta una nuova e tremenda frontiera.
Si scrive infatti «JWH» ma si legge sballo.
Eccola questa è l’ultima frontiera dei sogni a buon mercato, dei paradisi artificiali sui quali hanno messo gli occhi le narcomafie.
Arriva direttamente dai laboratori del crimine che pullulano in Gran Bretagna, ma di recente ha preso piede anche in Italia, e a Napoli, al punto da diventare oggetto di attenzione di polizia e carabinieri e di quanti si occupano di contrasto alla diffusione delle droghe, vecchie e nuove.
La conferma arriva dai laboratori dell’Arma dei carabinieri, il LASS che ha sede a Casoria.
È una sostanza micidiale, il «JWH»: in realtà è canapa (senza principio attivo) che viene tagliata con un cannabinoide sintetico noto con la sigla Jwh-122 e di cui è vietata produzione e vendita essendo pericoloso per la salute.
Nel solo 2008, anno in cui si diffuse per la prima volta in Inghilterra, causò 25 morti e più di 700 intossicati. struttura chimica lo indica come un cannabinoide sintetico, micidiale mistura di differenti sostanze vegetali definite “herbal mixture”; inizialmente venduto sottobanco come sottoprodotto di incenso o profumatore ambientale e “per uso non umano” se aspirato produce effetti cinque – dieci volte superiore a quello di hashish e marijuana.
I rapporti riservati stilati dal Sistema nazionale di allerta precoce segnalano la prima traccia di questa sostanza in Italia nel 2010.
Di recente anche in Campania – nel Napoletano – sono stati registrati sequestri di questa nuova pericolosissima droga.
Una miscela diabolica, quella creata da menti ancor più luciferine per sintetizzare chimicamente il «JWH»; con molecole sintetizzate in laboratorio che agiscono sugli stessi recettori delle droghe più comuni e che – alla fine – devastano le cellule cerebrali producendone la rapida distruzione, con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono su chi ne assume una dose.
Ma se il «JWH» è l’avanguardia pericolosa del nuovo mercato degli stupefacenti, le retrovie del business legato alle sostanze stupefacenti regge meravigliosamente ad un mercato e ad una domanda che continua a crescere.
E qui torniamo al lavoro svolto dagli esperti del Laboratorio analisi sostanze stupefacenti dei carabinieri del comando provinciale di Napoli.
In questo crocevia di analisi ordinate sia sulle partite di droga sequestrate e sia su ordine dell’autorità giudiziaria l’elenco delle droghe che finiscono sotto la lente d’ingrandimento è lungo.
Non si può che cominciare, ovviamente, dalla cocaina. Napoli e la sua provincia sono invase da un fiume di polvere bianca, che si può acquistare informe e a prezzi variabili a seconda della piazza di spaccio o dal pusher che sempre più oggi serve la clientela garantendo il trasporto e la consegna delle dosi fino a domicilio.
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