Da Roma a Los Angeles l’attore caiatino Antonio Friello per la prima del film ‘Senza Fiato’

Anteprima mondiale al “Los Angeles Film Festival”, mercoledì 24 febbraio, per “Senza fiato”, l’ultimo filmdel regista sammaritano Raffaele Verzillo.
Interamente girata fra Caserta, Santa Maria Capua Vetere e Capua, l’opera racconta una storia di persone comuni che si confrontano con le loro debolezze e le sconfitte subite nel corso di una vita minata dalla crisi e dal mal governo che ha caratterizzato gli ultimi decenni del nostro Paese.
Scritto da Pierfrancesco Corona, “Breathless” o “Senza fiato” è un intenso dramma dell’Italia contemporanea, un collage di storie che poi si fondono in un’unica visione.
Interamente girato in bianco e nero, il film ha come protagonisti Francesca Neri e Fortunato Cerlino, ma nella pellicola c’è anche Antonio Friello (nelle foto), attore di origini caiatine.
“Il progetto si propone – spiega il regista – come punto di vista su un territorio ricco di risorse che ha tutte le potenzialità per diventare un riferimento per l’industria del cinema e della fiction”. Il film è prodotto dalla campana Progeda.
Il film – spiega il produttore- racconta “Il vuoto”. Quello di un’epoca, quello lasciato dallo scempio degli immorali e dalla complicità degli ignavi.
Quello che ha inghiottito le speranze e i desideri, i meriti e i sogni di intere generazioni.
Nasce dalla precisa esigenza di ambientare nel territorio della provincia di Caserta una storia diversa dalle solite vicende di camorra e malavita che negli ultimi tempi hanno trovato ribalta mediatica.
Il film intende raccontare una provincia non solo devastata dalla delinquenza e dai “fuochi” inquinanti, ma anche popolata da storie di vita quotidiana in cui i personaggi vivono storie comuni a tutti gli altri cittadini del mondo.
Il film intende raccontare una provincia non solo devastata dalla delinquenza e dai “fuochi” inquinanti, ma anche popolata da storie di vita quotidiana in cui i personaggi vivono storie comuni a tutti gli altri cittadini del mondo.
“Il vuoto” è, appunto, una storia di persone comuni che si confrontano con le loro debolezze e le sconfitte subite nel corso di una vita minata dalla crisi e dal mal governo che negli ultimi 25 anni ha caratterizzato il nostro Paese.
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