Caiazzo. Mensa scolastica, appalto revocato con determina: impugnabile al TAR?!

Parrebbe archiviata, almeno sulla carta, la problematicainerente la somministrazione dei pasti ai bambini nelle scuole primarie di Caiazzo.
Dopo aver recepito il parere pro – veritate dell’avvocato Pasquale Marotta e l’indirizzo politico della Giunta Comunale presieduta dal sindaco Tommaso Sgueglia, infatti, il responsabile del settore, Renzo Mastroianni, ha firmato la determina di revoca.
Determina che però, in quanto atto amministrativo, è impugnabile al competente Tribunale regionale se, come prospettato, l’impresa destinataria dovesse ritenerla lesiva dei propri legittimi interessi, ragion per cui ora sarebbe scorretto celare l’evenienza, più che realistica, di un lungo contenzioso, senza considerare che, per voce di popolo, in caso di revoca, dovrebbe subentrare una ditta cara a qualcuno che nella querelle ha avuto un ruolo molto attivo.
La cronistoria di questa incredibile vicenda parte dal primo settembre dello scorso anno, quando fu affidato a una società casertana il servizio di fornitura pasti presso le scuole cittadine e sin dai primi giorni di servizio sono state segnalate quasi quotidianamente dagli Organi scolastici numerose e gravi criticità e problematiche nella gestione del servizio stesso da parte della ditta affidataria, puntualmente contestati alla stessa società e sanzionati, giusta determinazione n. 425 R.G. dell’11/11/2015.
Il primo dicembre del 2015 il servizio fu sospeso in seguito al rinvenimento di un insetto in una porzione di verdura somministrata ad uno scolaro; tale sospensione é stata successivamente prorogata di ulteriori dieci giorni.
Una volta ripreso il servizio, il 13 gennaio al Comune giungeva una comunicazione della dirigente scolastica circa la presenza di evidenti segni di muffa su due confezioni di formaggio che risultavano sigillate e non scadute, somministrate agli scolari di un altro plesso:la classica goccia che fece traboccare il vaso.
Infatti tale ulteriore avvenimento, che si aggiunge ad un quadro di reiterate criticità e disservizi, ha amplificato il diffuso dissenso, clamore, sfiducia ed agitazione tra i genitori degli alunni, dissenso già chiaramente espresso in occasione di un concitato incontro pubblico e ribadito mediante la sottoscrizione di una petizione popolare volta alla revoca dell’affidamento del servizio alla ditta aggiudicataria.
Il sindaco Tommaso Sgueglia, quindi, ha provveduto ad emanare propria Ordinanza di sospensione dell’attività sino a tutto il 23 gennaio e, contestualmente, l’Amministrazione ha dato incarico all’avvocato Pasquale Marotta, amministrativista di fiducia del Comune, di formulare un parere pro veritate circa i possibili adempimenti da adottare in ordine alle citate problematiche.
L’avvocato Marotta, esaminata e valutata la gravità della condotta posta in essere dalla Ditta affidataria ha più volte rimarcato la possibilità ed opportunità di procedere alla revoca dell’affidamento del servizio di che trattasi evidenziando in particolare i seguenti punti:
– Il provvedimento di revoca trova la sua ratio nel “...venir meno del rapporto fiduciario dell’impresa aggiudicataria, in conseguenza di fatti conosciuti dalla stazione appaltante solo in data successiva all’aggiudicazione“;
– La considerazione di come la revoca non si ponga in “funzione sanzionatoria ma….. a presidio dell’elemento fiduciario che deve necessariamente connotare, sin dal momento genetico, i rapporti contrattuali di appalto pubblico“;
– La potestà dell’annullamento in avutotela “si fonda in primo luogo sul principio costituzionale di buon andamento, che impegna la P.A. ad adottare atti il più possibile rispondenti ai fini da conseguire”;
– Nel caso di specie, non essendo intervenuto il contratto, “sussiste il potere dell’Amministrazione di revocare l’aggiudicazione definitiva per sopravvenuti motivi di opportunità”.
La revoca dell’aggiudicazione, essendo intervenuta prima della stipula del contratto, non rientra nel generale potere di recesso dell’Amministrazione, ma costituisce tipica espressione di potestà autoritativa a carattere di autotutela in presenza di interesse pubblico.
Acquisito il predetto parere legale, la Giunta Comunale, ne ha recepito integralmente il contenuto, valutando in particolare come fondanti gli elementi evidenziati, in fatto e diritto, ai fini di un’eventuale revoca dell’affidamento del servizio in autotutela e chiedendo al preposto ufficio di provvedere all’avvio del procedimento di revoca che il responsabile del settore, Renzo Mastroianni, con proprio provvedimento, tempestivamente notificato alla società, ha recepito i motivi di cui alla richiamata delibera di Giunta Comunale, provvedendo a dare avvio al procedimento di revoca dell’affidamento del servizio.
Lo stesso funzionario ha disposto contestualmente, per esigenze cautelari, la sospensione del medesimo servizio fino alla conclusione della procedura, stabilendo che la ditta appaltatrice possa presentare controdeduzioni entro e non oltre dieci giorni dalla ricezione del provvedimento stesso e che il provvedimento finale fosse adottato entro e non oltre il termine di trenta giorni dall’avvenuta comunicazione di avvio del provvedimento, come previsto ex L. 241/90.
In esito a tale avvio del procedimento di revoca, la contestata società, con nota registrata al protocollo comunale il primo febbraio 2016, ha presentato le proprie controdeduzioni.
Secondo il parere del preposto funzionario, però, dalle controdeduzioni non sono emersi elementi tali da destituire di fondamento o da far ritenere infondata o illegittima l’iniziale previsione di revoca dell’affidamento del servizio, ragion per cui Mastroianni, per le motivazioni prospettate nel proprio atto di avvio del provvedimento di revoca, a oggi fondate e legittime, deve doverosamente e consequenzialmente procedere, senza ulteriori rimandi e dilazioni, alla revoca dell’affidamento de quo, disponendo la revoca del servizio alla società.
(Comunicato Stampa – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)


