Dragoni. Ponte Margherita: adiscono il prefetto i residenti per l’anomalo operato della Provincia
Appello degli imprenditori della valle del medio Volturno al Prefettodi Caserta sulla problematica di Ponte Margherita, chiuso dalla Provincia una settimana fa a causa del suo stato di grave pericolosità.
Con una petizione sottoscritta da oltre 100 tra commercianti, artigiani, agricoltori e cittadini, un gruppo nutrito di operatori economici interessati direttamente per via delle proprie attività dall’interdizione del traffico sia veicolare che pedonale sull’importante struttura che collega il Matese con il Monte Maggiore ed il resto dell’Alto casertano, hanno chiesto al massimo rappresentare del Governo in Terra di Lavoro la convocazione urgente di un tavolo tecnico-istituzionale che possa individuare una soluzione ad un’emergenza che rischia di avere forti ricadute per le loro aziende sia in termini economici che occupazionali, riverberandosi così negativamente sull’intero comprensorio di riferimento.
Costituitisi in comitato “Pro Ponte”, guidati da Pino Della Rossa, gli imprenditori puntano ad ottenere quanto prima un incontro in Prefettura con il vertice Arturo De Felice per rappresentare, alla presenza anche del presidente della Provincia Angelo Di Costanzo e dei sindaci di Alife Giuseppe Avecone e di Dragoni Silvio Lavornia, che è anche consigliere provinciale, lo stato di estrema difficoltà in cui versano da giorni le decine di aziende situate lungo la strada provinciale 330, dove ricade il ponte sul Volturno chiuso, nell’area industriale di Dragoni, lungo la strada ed consortile di bonifica e nelle zone circostanti.
Il divieto di passaggio sul ponte ha, di fatto, tagliato le attività commerciali e produttive del comprensorio fuori da ogni traffico sia leggero che pesante e, quindi, ha escluso le stesse dal potenziale bacino di utenza e clientela faticosamente costruito negli anni.
Senza considerare che molti degli imprenditori oggi operanti nella zona del Ponte Margherita, hanno deciso nell’ultimo decennio e fino a qualche mese fa di investire in una area geografica strategica e baricentrale rispetto alla rete di trasporti ivi esistente, come la superstrada “Telesina” che collega Benevento con Caianello, da qui la funzione di snodo nevralgico che assume il ponte Margherita proprio per il fatto che oggi la sua chiusura taglia in due fino a separare la zona interna del casertano con il resto di Terra di Lavoro.
“Il provvedimento di interdizione al traffico veicolare e pedonale adottato per motivi di sicurezza – spiega Della Rossa nella nota inviata al Prefetto Arturo De Felice – avrà ripercussioni su tutto l’apparato socio-economico del Matesino e dell’Alto casertano.
Esso mina l’intero apparato di sicurezza territoriale e va a ledere la programmazione in materia di protezione civile, nonché di tutela della salute del cittadino, come il raggiungimento di ospedale e case di cura, risultando inevitabilmente molto più dilatati i tempi di percorrenza esercitabile sulla presunta viabilità alternativa”.
Il comitato Pro Ponte fa presente che la problematica riveste importanza fondamentale “per gli abitanti tutti, circa 40.000, e per gli operatori economici del Matese Casertano”, lamentando poi che “alcuni provvedimenti emanati dalla Provincia sono stati presi frettolosamente e che le procedure tecniche adottate non hanno seguito l’iter di concertazione che un provvedimento di così generale importanza e complessità avrebbe richiesto”.
Ecco il perché è necessario per i firmatari la convocazione sollecita e la formazione urgente di un tavolo di concertazione permanente “super partes” presso la Prefettura “quale istituzione deputata al mantenimento dell’ordine pubblico e alla tutela del cittadino”.
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