

Nel pomeriggio di martedì 5 gennaio in Caiazzo è in programma un convegno
di cui appare protagonista Caiazzo, definita città dell’olio, ma non è dato sapere chi ne sia l’organizzatore, non risulterebbero invitati i giornalisti locali e, soprattutto, nessuno avrebbe pensato di invitare un grande esperto, fautore del vero rilancio dell’olio “caiazzano”: l’agronomo Vincenzo Coppola che, insieme al più famoso pizzaiolo Franco Pepe, ha ideato fra l’altro la pizza “a chilometri zero”, cioè composta esclusivamente di prodotti tipici locali.
Coppola, per giunta, è responsabile scientifico del comitato promotore del marchio “Dop” per l’oliva caiazzana, comitato del quale però –vox populi– presidente è un “non caiatino”, ma -dicono- un politicante del PD (come altri invitati), già in affari con numerose amministrazioni locali, non solo “rosse”, prima di subire un’interdittiva antimafia dalla prefettura: il tutto, ovviamente, sempre per voce di popolo.
Se nell’elenco degli invitati il nome di Coppola non compare, spicca, invece quello del sindaco di Pollica(?!?), in provincia di Salerno, come si evince da un vistoso tabellone esposto all’imbocco della strada (dissestata) che porta alla casa comunale: peccato che, come hanno fanno notare alcuni sconcertati lettori, nessuno si sia mai preoccupato di occultare (con teloni, come parte del cantiere) un fetido WC “da campo”, riservato agli operai che a fine anno avrebbero dovuto concludere i lavori di bla bla bla, accanto al quale -fetore più, fetore meno- gente indubbiamente incivile ha mal pensato di abbandonare rifiuti domestici che, tanto per non cambiare, nessuno si è preoccupato di far rimuovere, almeno finché il nostro “suggeritore” non ha immortalato la vergognosa scena, a qualche ora dall’arrivo di cotante autorità, incredibilmente non “dirottate” al palazzo Mazziotti nonostante il claudicante tavolame su cui, a proprio rischio, devono avventurarsi per raggiungere il municipio.
Non è tutto perché l’ex sindaco Stefano Giaquinto, attuale consigliere provinciale, ex vice sindaco e sindaco per le due precedenti legislature, risulta invitato solo quale consigliere comunale: e dire che dal 2003 al 2013 Giaquinto aveva dato “carta bianca” all’attuale sindaco Tommaso Sgueglia, all’epoca suo fidato vicario nonché assessore delegato anche al rilancio dei prodotti tipici locali.
L’agronomo Coppola, invero, sarebbe stato invitato solo verbalmente, forse quando si sono avuti i primi sentori di questa “filippica in viaggio”, per questo -sempre vox populi– non parteciperà al convegno e non è escluso che, pur volendo evitare qualunque polemica, nella stessa serata possa essere divulgato un suo pensiero al riguardo, avendo intanto anticipato, con grande lungimiranza, che “i convegni per il territorio sono importanti, a patto però che lascino qualcosa a chi partecipa, ovvero i contenuti”.
Sorprende anche l’atteggiamento dell’assessore comunale Arianna Ponsillo, per voce di popolo sempre attenta nel curare gli aspetti che riguardano la vita amministrativa del Comune di Caiazzo, che abbia dimenticato alcuni fondamentali passaggi nell’organizzazione di questo “evento”, sempre che tutte le relative incombenze siano state affidate alla sua profonda competenza.
Considerate peraltro le condizioni in cui tuttora versa il centro storico, per la stragrande maggioranza della popolazione residente ed esercente in loco, l’organizzazione di sì pomposo convegno non solo pare offensiva verso chi è quotidianamente costretto a indicibili vessazioni, ma per alcuni anche provocatoria.
Immaginabile, infatti, anche senza “vox populi“, cosa ne pensino del convegno i residui commercianti del centro storico di Caiazzo, costretti a subire probabilmente uno dei periodi natalizi più bui della loro attività, con la perdurante chiusura (in spregio di pomposi crono programmi e rassicuranti promesse) al traffico pedonale e automobilistico di via Attilio Caiatino, da cui diversi già sono “fuggiti” e altri sarebbero pronti a migrare o peggio appendere definitivamente le proverbiali scarpe al chiodo.
Senza considerare le persone diversamente abili, letteralmente tagliate fuori da mesi e impossibilitate perfino a recarsi in chiesa, se non per vie traverse e con l’ausilio di volontari, con buona pace del clero, evidentemente concentrato su opere interessanti come l’oratorio da realizzare su oltre 10.000 metri quadrati di terreno agricolo, espressamente acquistati, dicono, anche con l’8×1000.
Ponendo un velo pietoso sulla vicenda della mensa scolastica chiusa e richiusa per la delicata vicenda dello scarafaggio trovato in una pietanza fornita dalla ditta già penalizzata, almeno sulla carta, per ritardi, sconfessando lo stesso assessore al ramo che sin dal primo momento aveva chiesto la escissione di ogni rapporto con la ditta, forestiera, stando agli atti, colpevolmente inadempiente.
Ma proprio alcune mamme, nell’imminenza dell’epifania, potrebbero approntare una “calza” non proprio virtuale, piena di cenere e carboni, non destinati a bambini cattivi ma adulti “non buoni”: chi vivrà vedrà.
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