Piedimonte Matese. Tutelare i beni culturali con le dritte di Lino Volpe, racchiuse nel libro che si presenta sabato

volpe-10x15-lino-12patrimonio-10x15-futuro-12Il rischio è quello di cadere nella contrapposizione tra ciò che era e ciò che si spera che sia.

Il rischio è alto, su questo si gioca tantissimo nel nostro Paese.

L’argomento è quello dei beni culturali e paesaggistici in Italia, della loro tutela ma anche della moderna e piena declinazione in chiave turistica.

Un contributo alla discussione verrà sabato 19 dicembre dal dibattito in programma a Piedimonte Matese (ore 17, Auditorium Museo Civico “Marrocco”), che prende spunto dalla pubblicazione del libro «Patrimonio al futuro. Un manifesto per i beni culturali e il paesaggio», di Giuliano Volpe.

Ad animare la discussione a Piedimonte, per l’iniziativa voluta dallo stesso Comune del capoluogo matesino, da Am’Arte (Associazione Museale Archeologia e Arte) e da MuCiRaMa (Museo Civico Raffaele Marrocco), interverranno, con Giuliano Volpe, Vincenzo Cappello, sindaco di Piedimonte Matese; Raffaella Martina, direttore del Mucirama, e Aldo Balestra, giornalista de “Il Mattino”.

L’autore è professore di archeologia, oggi guida il Consiglio Superiore dei Beni Culturali e paesaggistici del Mibact.

Uno stretto collaboratore del ministro Franceschini che ha lavorato alla riforma dei beni culturali, ben ne comprende i tratti di profonda innovazione burocratica e manageriale, le incompiute e gli aspetti di perfezionamento.

“Il dibattito sui beni culturali e paesaggistici nel nostro Paese alterna spesso retorica d’occasione e pressappochismo a chiacchiere salottiere e polemiche tra schieramenti contrapposti, tanto violente nei toni quanto sterili nei contenuti.

Permane una visione elitaria della cultura che di fatto priva i cittadini del “loro” patrimonio culturale”, si legge.

Come precisa il ministro Franceschini nella sua prefazione, serve a “superare contrapposizioni dogmatiche che sono figlie di una visione ideologica e poco hanno a che vedere con la complessità della realtà: conservazione controvalorizzazione, cultura contro turismo, pubblico contro privato”.

Ecco, allora, che Giuliano Volpe, nel suo “manifesto”, offre idee e proposte innovative a tutto campo: dall’affermazione di una concezione olistica del patrimonio culturale e del paesaggio alla formazione dei giovani professionisti, dalla comunicazione alla gestione.

Volpe è per una “alleanza degli innovatori”, dovunque essi siano, prescindendo dalle appartenenze e dalle afferenze:

“C’è certamente bisogno urgente di risorse adeguate e dell’immissione di nuovo personale qualificato”. 

Ma serve soprattutto una grande volontà di cambiamento:

“L’Italia non può più continuare a cullarsi sugli allori del passato, confondendo conservazione con conservatorismo.

Deve, al contrario,saper innovare una gloriosa tradizione e affrontare le sfide del nuovo millennio”.

Solo buoni propositi? Una buona dose di ottimismo? Non solo, perchè della riforma che pure rappresenta un buon avvio Volpe coglie, con onesto realismo, anche punti d’approccio parziali ai problemi.

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