Piedimonte Matese. Chiesa di S.Marcellino: rimossa l’impalcatura ‘killer’

E’ stato rimosso definitivamente il ponteggio crollato il 31 ottobre

davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore, ove sono morti i due operai Albino Tammaro, 48enne di Gioia Sannitica, e Antonio Atzeri, 56enne di Casoria.
Al termine di un nuovo sopralluogo effettuato giovedì mattina nell’area teatro della tragedia da parte dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri e dei Vigili Urbani, è stato dato il via alle operazioni di prelievo della struttura in acciaio che, per quasi un mese, è rimasta davanti alla chiesa sotto tutela e stretta osservanza della magistratura inquirente.
Proprio su autorizzazione del sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Carlo Fucci, la ditta Termotetti, incaricata dal comando compagnia Carabinieri Matese perché proprietaria di un’analoga torre, giovedì ha completato il prelievo dei tralicci e delle altre parti del ponteggio idraulico rovesciatosi sul sagrato della chiesa dedicata a San Marcellino mentre gli operai dell’Impresa Alma Service stavano provvedendo ad allestirlo.
Già smontati dai vigili del fuoco nella tarda serata di quel tragico sabato nell’ambito della messa in sicurezza disposta dal magistrato, i vari pezzi dell’impalcatura sono stati definitivamente portati via dall’area antistante la basilica pontificia e trasferiti presso il deposito della Termotetti, il cui titolare è stato nominato custode, dove rimarranno sotto sequestro giudiziario e a disposizione degli inquirenti fino a quando la Procura della Repubblica lo riterrà opportuno per eventuali perizie e rilievi che dovessero rendersi necessari per accertare le cause precise e l’esatta dinamica del cedimento della struttura in acciaio di sostegno alla navicella idraulica su cui si trovavano i due poveri lavoratori rimasti uccisi dopo un volo di oltre 10 metri.
Rimangono per il momento sequestrate anche le due auto, una Fiat Multipla di proprietà di un residente del centro storico parcheggiata lungo la strada che porta al Palazzo Ducale, ed una Fiat Punto di proprietà di Atzeri, uno degli operai rimasti uccisi, posteggiata proprio davanti la fontana antistante la basilica.
Su entrambe le vetture è finita l’impalcatura, riportando danni ingenti tanto da mostrare i segni evidenti dell’incidente sul lavoro e del crollo. I carabinieri hanno provveduto a rimuoverle affidandole ad un deposito della zona autorizzato al ritiro di auto sequestrate, mentre gli operai della ditta incaricata di rimuovere il ponteggio, hanno anche provveduto a ripulire l’intero sagrato e l’area circostante la fontana di San Marcellino.
Per il l’omento, rimane interdetta all’accesso la sola scala posta sul lato sinistro della chiesa e sottostante il muro di contenimento su cui pure si è abbattuto parte del della struttura sulla quale si trovavano i due sfortunati operai, in particolare la navicella idraulica che ha praticamente rotto la parte superiore del muro perimetrale.
Con la rimozione del ponteggio, dunque, cessano anche gli effetti dell’ordinanza emanata subito dopo la tragedia dal comando di Polizia Municipale di interdizione al traffico pedonale e veicolare dell’intera area antistante la chiesa e della strada di accesso alla stessa, liberando così la zona che, insieme ai suoi residenti, si avvia lentamente al ritorno alla normalità dopo il dramma vissuto negli ultimi giorni.

(Enzo Perretta – News archiviata in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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