Caserta. Rapinavano prostitute fingendosi clienti: dura condanna per cinque, uno è di Piedimonte Matese

 carta-10x15-giovannantonio-1La Corte di Appello di Napoli, settima sezione, ha pronunciato cinque sentenze di dura condanna

a carico di altrettanti giovani, uno dei quali risulta essere di Piedimonte Matese: Giovannantonio Carta (nella foto), condannato a 5 anni e 8 mesi rispetto ai 6 anni e 10 mesi che gli erano stati inflitti in primo grado.

Sorte peggiore per Francesco Madonia di Giugliano, condannato a 7 anni di carcere, e Daniele Scialò di Villaricca (6 anni e 8 mesi), mentre è andata “meglio” per Arcangelo Mercurio di Mugnano (4 anni e 6 mesi) e Antonio Ferraro di Villaricca (3 anni e 2 mesi).
L’operazione scattò la mattina del 22 gennaio 2014 ad opera dei carabinieri della compagnia di Napoli Poggioreale, che diedero esecuzione a una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Napoli.
In tutto furono sei le persone coinvolte, ritenute gravemente indiziate di aver commesso una serie di rapine ai danni di donne dedite all’attività di prostituzione, nonché di gravi abusi sessuali nei confronti delle stesse.
Le indagini, svolte dai militari dell’Arma, consentirono di identificare il gruppo di uomini che, tra i mesi di giugno e luglio 2013, dopo aver contattato alcune giovani donne straniere che esercitavano attività di meretricio nelle proprie abitazioni, ed aver concordato con le stesse un appuntamento finalizzato alla consumazione di atti sessuali a pagamento, si introducevano negli appartamenti delle vittime e, fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine e minacciando le vittime con delle armi, avevano commesso efferate rapine.
In alcuni casi gli indagati dopo essersi impossessati del denaro e di altri beni, sempre minacciandole con delle armi, avevano anche costretto le donne a subire atti sessuali.
L’analisi dei tabulati telefonici dell’utenza utilizzata per fissare gli appuntamenti con le donne ha consentito di individuare gli indagati, tutti riconosciuti dalle vittime.
Le indagini svolte, consistite anche in operazioni di intercettazione, consentivano di acquisire ulteriori elementi indiziari che confermavano i riconoscimenti eseguiti dalle persone offese.
Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati associati alla casa circondariale Poggioreale in attesa degli interrogatori di garanzia.
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