Campania. Le Province bussano a denaro in Regione per scongiurare il dissesto entro l’anno: a Caserta bastano ‘solo’ 10 milioni!

Nonostante il ricorso vinto dall’avvocato Pasquale Marotta, anche per la Provincia di Caserta il ‘default’ non è affatto scongiuratoe, per evitarlo, il presidente Angelo Di Costanzo sta tentando di battere ogni strada possibile, prima fra tutte quella di recuperare le somme necessarie per equilibrare il bilancio e quindi evitare la procedura di dissesto.
Di questo hanno discusso mercoledì i presidenti delle Province della Campania chiedendo un incontro al presidente della Regione, Vincenzo De Luca per verificare la possibilità di recuperare risorse rispetto a quelle funzioni che sono state svolte dalla Provincia ma che in realtà sarebbero dovute passare alla Regione a partire da gennaio 2015.
Una situazione di deficit finanziario comune a molte Province ma nello specifico, per la Provincia di Caserta, il recupero di circa 10 milioni di euro (cifra che è servita per far fronte a quelle funzioni a cui non avrebbe dovuto ottemperare più l’ente di corso Trieste) basterebbe per evitare il dissesto, almeno per l’anno 2015.
“Con la legge di stabilità – ha spiegato Di Costanzo – lo Stato ha deciso un taglio delle risorse pari a 35 milioni per il 2015 e 70 milioni per il 2016 sul presupposto che buona parte delle funzioni finora svolte dalle Province sarebbero dovute passare alla Regione già a partire dal primo gennaio 2015.
In realtà, mentre il taglio finanziario è stato immediato, le Province, nelle more del trasferimento delle funzioni, sono costrette a gestire tutte le materie ormai di competenza di altri enti, facendosi carico di tutte le spese afferenti ai relativi servizi con il proprio bilancio ormai dimezzato e la conseguenza inevitabile è il default.
Stiamo cercando di percorrere ogni strada possibile per evitarlo ecco perché abbiamo chiesto un incontro a De Luca prima della fine del mese perché, entro il 31, la Regione dovrà predisporre la legge in cui fissa le competenze e la copertura finanziaria”.
Una situazione difficile che oltre a vedere non approvato il riequilibrio di bilancio a fine settembre (mancanza per la quale potrebbe nel frattempo intervenire anche la corte dei Conti ed avviare la procedura di dissesto), porterà all’impossibilità di garantire i servizi ai cittadini.
Sono, infatti, a rischio servizi fondamentali quali viabilità ed edilizia scolastica.
Intanto, per il 13 e 14 ottobre è prevista una nuova convention a Roma in sede di Upi (Unione delle province italiane) nazionale e nel corso di quest’ulteriore confronto saranno assunte nuove iniziative dalle Province che stanno valutando anche la possibilità di presentare un ricorso avverso i criteri che hanno stabilito i tagli nei trasferimenti.
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