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Piedimonte Matese. Stadio: inopportuna l’intitolazione all’ex assessore Ferrante?

prefettura-11x15-ferrante-1+2-bis stadio-15x10-ferrante-piedimonte-1Senza entrare nel merito, riteniamo comunque doveroso riportare la segnalazione

di una persona che, nel prendere atto del prossimo adeguamento dello stadio comunale, ritiene inopportuna la sua intitolazione, disposta dall’amminstrazione Cappello a un defunto assessore nel passato del quale, se non trattasi di mera omonimia, ci sarebbe stata anche qualche “macchia”, a quanto si evince dalla seguente nota a firma del direttore comunale pro tempore, Sorge, tratta dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, mentre da una nota della prefettura si evince l’omesso invio di una planimetria e, soprattutto, del curriculum del de quo, che certo sarebbe stato “imbarazzante”.

Il sig. Pasqualino Ferrante e’ stato eletto consigliere del comune di Piedimonte Matese (Caserta) nelle consultazioni amministrative del 7 giugno 1992 e successivamente e’ stato nominato assessore.
Il predetto amministratore e’ stato tratto in arresto, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in data 7 luglio 1994, essendo stati ravvisati nei suoi confronti gravi elementi di responsabilità in ordine ai reati di concorso in abuso d’ufficio e concussione.
In particolare, il sig. Pasqualino Ferrante, in qualità di assessore uscente, e di candidato alle citate consultazioni amministrative, avrebbe disposto la realizzazione gratuita di lavori non autorizzati, al fine di promuovere un ingiusto vantaggio, anche patrimoniale, a favore di un privato imprenditore, nonché costretto altro imprenditore locale a realizzare gratuitamente i predetti lavori con la minaccia che non gli avrebbero fatto ottenere ulteriori commesse pubbliche presso il comune.
Durante il periodo di applicazione della misura limitativa della libertà personale, ha operato nei confronti del citato amministratore la sospensione di diritto dalla carica ricoperta, in virtù dell’art. 1 della legge 12 gennaio 1994, n. 30.
Successivamente, con provvedimento del 15 luglio 1994, la predetta misura cautelare della custodia in carcere veniva trasformata in detenzione domiciliare ed ancora, con provvedimento del 28 luglio 1994, reso dalla sezione del riesame del predetto tribunale, veniva sostituita con la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio prevista dall’art. 289 del codice di procedura penale, essendo stato ritenuto sussistente il solo pericolo di reiterazione dei reati della stessa indole.
Nella motivazione del provvedimento veniva precisato che la misura interdittiva veniva inflitta al Ferrante in quanto, all’epoca, rivestiva la carica di assessore comunale.
Il provvedimento predetto ha, pertanto, prodotto, ai sensi della legge 12 gennaio 1994, n. 30, la cessazione della sospensione di diritto dalla carica di consigliere del sig. Pasqualino Ferrante con conseguente reintegra nella carica predetta.
Ciò, secondo elementi forniti dalle forze dell’ordine, ha determinato allarme sociale nella popolazione, con pericolo di grave turbativa dell’ordine pubblico.
La tipologia dei reati ascritti al sig. Pasqualino Ferrante ha evidenziato una gestione personalistica della cosa pubblica, del tutto svincolata dal rispetto delle fondamentali norme giuridiche, ed, in particolare, ha indicato l’assenza di quelle qualità di serietà, affidabilità e prestigio che caratterizzano la posizione di amministratore, compromettendo il rapporto fiduciario con la popolazione locale.
Il comportamento del sopracitato amministratore e la sua attuale posizione processuale appaiono, dunque, in contrasto con l’esercizio delle funzioni pubbliche cui il medesimo e’ preposto e, certo, sono incompatibili con le esigenze di decoro, di dignità e di prestigio della carica di consigliere.
Il prefetto di Caserta, accertato il configurarsi dell’ipotesi prevista dall’art. 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142, ha formulato proposta per l’adozione del provvedimento di rimozione del predetto amministratore dalla carica di consigliere del comune di Piedimonte Matese e, nelle more, con provvedimento n. 2220/12B.4/Gab del 23 settembre 1994, ritenuti sussistenti motivi di grave ed urgente necessità, ne ha disposto la sospensione dalla carica suddetta.
Tutto ciò premesso, si ritiene che sussistano le condizioni per addivenire alla rimozione del sig. Pasqualino Ferrante dalla carica sopracitata, ricorrendo la fattispecie dei gravi motivi di ordine pubblico disciplinata dall’art. 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142.
Mi pregio, pertanto, di sottoporre alla firma della S.V. Ill.ma l’unito schema di decreto con il quale si provvede alla rimozione del suddetto amministratore dalla carica di consigliere del comune di Piedimonte Matese (Caserta). Roma, 25 ottobre 1994 Il direttore generale dell’amministrazione civile: SORGE
Cliccare sulla foto per scaricare il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’epoca
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