Caiazzo. Vertenza edilizia conclusa dopo 10 anni con la condanna del ricorrente, intanto defunto: si appelleranno gli eredi?

giustizia-15x10_lumaca-13tar-15x10-ingresso-carabinieri-uniforme-11Davvero da Guinness la vertenza che ha visto contrapposti per oltre dieci anni due vicini,

ovvero proprietari di abitazioni contigue, al rione Portanzia, uno dei quali, promotore del giudizio per presunti abusi edilizi, peraltro aveva tirato in ballo anche il Comune, rivendicando un danno di ben cinquanta milioni delle sempre più rimpiante lire.
Il giudizio, infatti, era stato intentato dal noto ginecologo casertano dottor Eduardo Molfino presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ed ora si è concluso con la condanna dello stesso ricorrente, originario di Caiazzo, intanto deceduto, al pagamento delle spese, cui ora dovranno far fronte gli eredi, proprietari fra l’altro del grosso palazzo in cui aveva sede anche l’esattoria comunale.
Il compianto dottor Molfino aveva citato il Comune di Caiazzo e Antonio Vocile, residente nel capoluogo caiatino, chiedendo l’annullamento della concessione edilizia numero 85 rilasciata dal Comune il 9 ottobre 2003 (2003!) in favore dei signori Francesco e Antonio Vocile; con lo stesso ricorso al Tar veniva chiesto anche l’annullamento del decreto numero 20, del 25 febbraio 2004, inerente la volturazione del suddetto titolo edilizio in favore del solo Antonio Vocilenonché il risarcimento dei danni subiti dal Molfino per effetto del rilascio della citata concessione edilizia.
Nello specifico, il 14 luglio 2005 il dottor Eduardo Molfino aveva chiesto l’annullamento della concessione edilizia numero 85, rilasciata dal Comune di Caiazzo in favore dei fratelli Francesco ed Antonio Vocile, del decreto numero 20 del 25 febbraio 2004, recante volturazione del suddetto titolo edilizio in favore del solo Antonio Vocile, nonché la condanna del Comune, resistente, al risarcimento dei danni subiti medio tempore per effetto del rilascio della citata concesisone, quantificati in 26.000 euro, ovvero, in via subordinata, da quantificarsi in via equitativa, in quanto proprietario di un fabbricato sito in Caiazzo, al civico 11 di via Portanzia, che insiste su un fondo confinante con quello su cui sorge il fabbricato oggetto di lavori assentiti con l’impugnata concessione.
Molfino aveva fatto presente di aver avuto conoscenza del citato titolo edilizio il 13 maggio 2005, data in cui il Comune gli aveva rilasciato copia dei relativi documenti in esecuzione ad una sentenza dello stesso TAR.
In data 8 marzo 2004, durante l’esecuzione dei lavori di cui alla concessione impugnata, il tecnico di parte aveva effettuato un sopralluogo sul fabbricato del contro interessato alla presenza del progettista, all’esito del quale era stata redatta una relazione tecnica asseverata con giuramento in data 12 marzo 2004, dalla quale si evinceva che vi sarebbe stata: una sopraelevazione del tetto, con modifica dell’altezza di colmo, una sopraelevazione dell’altezza di gronda di circa 70 centimetri, una modifica della sagoma dell’edificio nonché un incremento di volume dell’edificio stesso.
Il contro interessato, Antonio Vocile, nella memoria di costituzione depositata in data 28 settembre 2005, aveva eccepito l’irricevibilità del ricorso per tardività e, in via subordinata, aveva dedotto l’infondatezza del gravame chidendone, pertanto, il rigetto.
Anche il Comune, nella memoria di costituzione depositata in data 12 ottobre 2005 aveva eccepito l’irricevibilità del ricorso per tardività, l’inammissibilità per mancata notifica nei confronti del signor Francesco Vocile, in qualità di titolare dell’originario concessione 85/2003, e dedotto comunque l’infondatezza del gravame, invocandone pertanto il rigetto.
La questione si è trascinata per dieci anni esatti prima di arrivare a sentenza.
Infatti, definitivamente pronunciandosi sul ricorso, come in epigrafe proposto, i giudici del Tar lo hanno dichiarato irricevibile per tardività della domanda demolitoria, respingendo quindi anche la domanda risarcitoria, nel contempo condannando la parte ricorrente, Molfino Eduardo, al pagamento di complessivi 2.000 euro, di cui 1000 in favore del Comune di Caiazzo, da distrarsi in favore dell’avvocato Ciro Ferrucci, dichiaratosi antistatario, e mille in favore del signor Antonio Vocile, a titolo di spese, diritti e onorari di causa.
Non è detto però che sia l’ultima parola se è vero che, come si vocifera, gli eredi del compianto ginecologo hanno già contattato i propri legali per appellarsi innanzi al Consiglio di Stato.
Un motivo in più, quanto meno, per rendere “da Guinness” la controversia…
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