Roccamonfina. Entra nella leggenda Nicolina Gallo che lunedì compie 102 anni
Nonna Nicolina Gallo, eroina delle due guerre, lunedì 28
settembre compie 102 anni: familiari, amici, compaesani si stringono intorno a lei; auguri anche dalla nostra redazione!
La donna, ancora in buona salute e con tanta voglia di vivere, durante la seconda guerra mondiale rifocillava gli uomini scappati sui monti per sfuggire ai tedeschi.
E’ nata il 28 settembre 1913!
Superata la soglia dei cento anni, lunedì nonna Nicolina si appresta a tagliare il traguardo dei 102, attorniata dall’amore dei propri cari, in primis il figlio Antonio che per l’occasione ha voluto rivolgere un pensiero alla sua adorata mamma.
“Io e mia sorella dobbiamo a nostra madre la voglia di capire uomini e cose, la determinazione orgogliosa e fattiva e lo spirito di sacrificio necessari a vivere con onestà. Le siamo grati per l’affettuosa severità di questi insegnamenti”.
L’ultra centenaria Nicolina, che vive con serenità la vecchiaia nel ricordo della giovinezza trascorsa nella sua amata Roccamonfina, con lo spirito ancora di una donna che si emoziona nel ricordo della sua adolescenza, passata in compagnia delle sue compagne e del compianto sacerdote Alberto Buonanno, sta aspettando con serenità il momento di spegnere le 102 candeline che, con l’aiuto del Signore, potranno consentirle, il prossimo anno, di brindare ai 103.
Sempre ben disposta ad incontrare la giornalista, nonna Nicolina ha voluto farci un regalo, raccontandoci alcuni sprazzi della sua vita passata all’ombra del vulcano.
”Nella vita mi sono rassegnata a tutto, infatti ho vissuto giorno per giorno, accettando il buono ed il male che la sorte mi dava.
Uno dei miei ricordi più belli è legato al periodo dell’adolescenza, in quanto io e le mie compagne eravamo solite riunirci per ascoltare la parola del sacerdote Buonanno, che è stato l’artefice del nostro apprendere e del vivere con gioia i momenti del nostro quotidiano.
Nella mia mente ancora sono vivi quelle giornate, passate ad ascoltare la parola di nostro Signore.
Ogni giorno prego Gesù affinché guidi e conservi in salute tutti i miei cari, figli, nipoti e pronipoti, ed anche tutte le popolazioni che in questo momento soffrono a causa di guerre e conflitti.
L’unico mio desiderio è che il Signore nostro Dio, nel momento del trapasso, non mi faccia soffrire, ma mi accolga al suo cospetto in piena lucidità.
Posso affermare di essere stata fortunata, in quanto oltre l’amore di mio marito, dei figli e dei miei genitori, ho potuto avere a piene mani quello del mio nonno adorato Angelo, del quale ero la prediletta.
Ancora odo la sua voce quando mi diceva ‘ora vado a prendere dei broccoli cosi potremo cucinarli solo per noi‘.
Nel giorno del mio matrimonio, nonno Angelo, nel vedermi lasciare la casa paterna, scoppio in un pianto che durò finché non mori dopo due anni dalla mia assenza”.
Lunedì 27 settembre la donna, che si è distinta per l’abnegazione al lavoro dei campi, per aver accudito con amore la famiglia ed anche fornito ogni possibile aiuto agli uomini di Roccamonfina nel periodo bellico, sarà festeggiata nella sua residenza, sita nella frazione Gallo, di cui Nicolina porta il cognome.
Nel ricordo dei suoi primi cento anni, ripubblichiamo l’articolo in cui Nicolina raccontò le vicende legate alla guerra.
L’eroina Nicolina Gallo, che in tempo di guerra, consegnava i viveri agli uomini rifugiati nei boschi, che lottavano contro le milizie naziste, tra 16 giorni compierà 100 anni.
La curiosità di apprendere e conoscere cose nuove, ha permesso alla nonnina Nicolina, residente nella Frazione Gallo del Comune di Roccamonfina, di arrivare al traguardo dei cento anni in piena salute.
La longevità della centenaria Nicolina, che festeggerà il compleanno il prossimo 28 Settembre, la si deve al suo stile di vita, caratterizzato da una facilità a gestire anche i momenti dolorosi della vita, in quanto ha attraversato i due conflitti mondiali, a quella sua voglia irrefrenabile di leggere nonostante abbia frequentato fino alla terza elementare, all’amore sconfinato per la famiglia ed il prossimo, al suo attaccamento alla fede che gli ha permesso di superare la morte del suo amato marito Giulio, che l’ha chiesta in sposa ai piedi della Madonna dei Lattani, ed infine all’operosità del lavoro svolto nei campi.
Nel periodo della deportazione di tanti civili di Roccamonfina, diversi uomini preferirono non farsi catturare, per non abbandonare le donne ed i bambini.
Riunitisi in gruppi, si inoltrarono nei boschi siti in alta montagna.
L’allora giovane Nicolina, già sposa di Giulio, anche lui facente parte del raggruppamento, che si batteva contro i soprusi degli squadroni di tedeschi e marocchini, ogni giorno, insieme ad alcune sue compagne, si inerpicava sul Monte Santa Croce, per la consegna dei viveri.
La strada che le donne dovevano seguire, veniva indicata dagli uomini con dei lanci di sassi, in modo tale da tracciare il sentiero per giungere all’accampamento.
Nel periodo più cruento dell’invasione dei marocchini, che violentavano donne e ragazze, la coraggiosa Nicolina, seguendo il consiglio di suo marito, recuperò da una cisterna una pistola, in modo tale da poterla usare per difendere le concittadine, in caso di atti di violenza.
Il suo coraggio la ha sempre posta in primo piano, infatti mai una volta la centenaria si è fatta vincere dallo sconforto, anzi ha sempre reagito dimostrando di essere una grande donna, valida madre e moglie esemplare.
Nel pieno delle sue facoltà mentali ed intellettive, Nicolina ha risposto ad alcune domande:
Nonna cosa vorresti per regalo, per il tuo compleanno?
“Voglio che il Signore faccia stare bene i miei nipoti, che amo tantissimo“.
Quale è stato il fattore che ha determinato la tua longevità?
“Sono arrivata a 100 anni per volere del Signore“.
Ci sveli i segreti della tua alimentazione?
“Ho sempre mangiato ed ancora oggi lo faccio, frutta a volontà, poca carne e latticini, niente caffè, e un po’ di vino.
Coltivando la terra, ho sempre mangiato cibi genuini“.
Secondo te a cosa è dovuta l’epidemia che sta distruggendo i castagneti, con la perdita del raccolto?
“In 100 anni, non è mai successo niente di simile, a me sembra un castigo di Dio. Ci si deve avvicinare al Signore“.
Nel rinnovarti tanti e tanti auguri, cara nonna ci fai partecipe di un tuo ricordo felice?
“La gioia più grande, l’ho provata nel momento in cui mio figlio Tonino cantò l’Ave Maria di Schubert nella chiesa di Fontanafredda per omaggiare me e suo padre, che suggellavamo gli anni della nostra unione: lo rifarei altre centinaia di volte visto la felicità che mi ha donato”.
La nonna, che legge i giornali nonostante abbia dovuto lasciare gli studi per accudire i suoi fratelli, fino all’età di 90 anni è vissuta da sola.
Ora le sono accanto il figlio Tonino e sua moglie Ester che l’accudiscono amorevolmente.
All’arrivo della giornalista, nonna Nicolina si è alzata ed è corsa subito a farsi bella per i lettori, asserendo:
“Ancora provvedo ai miei bisogni personali, cucino e leggo, guardo i film storici in televisione, solo in campagna non posso andare più, per il resto non posso lamentarmi, ho i soliti acciacchi dell’età.
Un messaggio lo dico solo ai giovani: cercate di fare i bravi”.
Donne come Nicolina sono l’orgoglio della categoria femminile e del genere umano: infatti la sua voglia di apprendere, ancora oggi gli illumina la mente e lo sguardo.
Non si può fare almeno di starla ad ascoltare, i suoi racconti sono uno spaccato di vita vissuta, dalle mille sfaccettature multicolori.
Chiunque le sta accanto prova un po’ di invidia non solo per la veneranda età, ma maggiormente per la sua forte personalità che denota il saper vivere, oltre l’inverosimile.
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