Roccamonfina. Ai ‘domiciliari’ ma con gambale elettronico il 27enne che ospitava il latitante Ogaristi
(nella foto a sinistra), arrestato dalla Polizia di Stato per aver fornito ospitalità al latitante Alberto Ogaristi.
Nell’ambito della convalida dell’arresto, tenutasi venerdì mattina nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dinanzi al Giudice Campanaro, l’avvocato Luca Monaco, legale dell’assistito Longo, unitamente al collega avvocato Carlo De Stavola, avvalendosi della sua professionalità e bravura, ha permesso che fosse acclarata l’estraneità del Longo sulla reale identità dell’Ogaristi e sui suoi trascorsi delinquenziali.
Nell’invocare l’esclusione del articolo 7, l’avvocato Monaco ha relazionato su quando riferito dal suo assistito ossia che aveva dato ospitalità ad Ogaristi senza che fosse a conoscenza dei suoi trascorsi.
Tale motivazione è stata presa in considerazione dal Gip Campanaro in quanto il latitante Ogaristi non era conosciuto alle cronache come i famosi latitanti arrestati negli ultimi anni da Polizia e Carabinieri.
A conclusione della seduta di convalida degli arresti, quindi, il Giudice, dottoressa Campanaro, ha disposto per Giovanni Longo la misura meno restrittiva degli arresti domiciliari, con apposizione di un “bracciale” elettronico, che permetterà alle Forze Dell’Ordine di tenere sotto stretta sorveglianza gli spostamenti del Longo all’interno dell’abitazione ove dovrà trascorrere il periodo di reclusione.
L’arrestato Longo, per il momento, è ancora recluso nel carcere Sammaritano, in attesa che dei tecnici specializzati diano il via alla perimetrazione della casa.
Nel sito del Ministero di Grazia e Giustizia la ricerca “ Braccialetto Elettronico” dà il seguente risultato: “E’ un mezzo elettronico destinato al controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari o alla detenzione domiciliare che si applica alla caviglia e permette all’Autorità giudiziaria di verificare a distanza e costantemente i movimenti del soggetto che lo indossa.
Nel caso di alterazione o manomissione del braccialetto, è previsto il ritorno in carcere e una pena aggiuntiva”.
Il braccialetto elettronico, quindi, viene fissato a una caviglia (vedi foto a destra).
Un’unità di sorveglianza simile ad una radiosveglia, invece, viene istallata presso l’abitazione della persona sottoposta al controllo e riceve i segnali inviati dal braccialetto all’interno di un perimetro ben definito.
Il detenuto deve rimanere nel raggio di comunicazione delle due periferiche, in caso contrario scatta immediatamente l’allarme con relative conseguenze di legge.
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