Caserta. Incredulità e sgomento per la morte dell’ottico Umberto De Santis morto a S. Gregorio Matese
al Corso Giannone di Caserta, ove da oltre 40 anni Umberto De Santis, il 60enne morto in seguito al tragico volo in un dirupo a Miralago di San Gregorio Matese, aveva svolto la sua attività di ottico, oggi condotta dal figlio Matteo.
Umberto infatti era colui che aveva dato vita alla “Ottica De Santis” un’accorsata attività conosciuta in quasi tutta la Provincia di Caserta, essendo stato uno dei precursori in questo campo.
Solo lunedì molti residenti del condominio hanno appreso della tragedia avvenuta l’altro pomeriggio, quando hanno notato la scritta sull’ingresso “chiuso per lutto”.
Purtroppo Umberto De Santis (una passione giovanile per la fotografia condivisa con un vero professionista, il grande e compianto Mario Frattari), che da quindici anni aveva ceduto il timone dell’azienda al figlio Matteo, ritagliandosi lo spazio più modesto del collaboratore di fiducia del figlio – non potrà rinnovare il quotidiano rituale dell’apertura del negozio.
Puntuale a bordo della sua Toyota Yaris, dava l’avvio alla giornata lavorativa; poi la puntatina al Bar Cardone, immancabile dai tempi in cui vi si tratteneva col compianto Frank quando, nel locale accanto dell’antico palazzo Agnone sostituito dalla più moderna riedificazione, conduceva l’attività di fotografo, riconvertita negli anni settanta in quella di ottico, anticipando le tendenze del mercato; quindi si poteva salutare per Caserta, intento al disimpegno delle varie esigenze burocratiche connesse alla gestione di un’azienda annoverata tra le maggiormente datate della Città.
Il dottor Guido Di Cesare, vicepresidente provinciale del Sindacato aderente alla Federottici, che ben conosceva De Santis, addolorato, ha dichiarato: “Un collega di alto profilo professionale che rimpiangeremo per quanto ha dato alla comunità in spirito di assoluto servizio“.
E domenica sera don Antonello Giannotti ha pregato per il compianto, dopo averne comunicato la scomparsa ai tanti amici, che lo hanno ricordato con espressioni cariche di affetto e di stima.
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