Definisce i blog, ma anche i politici, alcuni sindaci in particolar modo, “tagliatori di teste” e assurge la sua figura, legittimamente, a “giusto” in tutte le polemiche che si sono susseguite. Probabilmente non ha ricordato le parole di Cristo agli Scribi ed i Farisei: “Guai a Voi che chiudete le porte di Dio agli uomini! Invitati non entraste, ne lasciaste entrare gli altri…”
E’ praticamente sfuggita di mano la situazione al Vescovo della Diocesi Alife – Caiazzo, Mons. Valentino Di Cerbo
(nella foto), che ieri nel presentare il nuovo Parroco (anzi Amministratore), don Cesare Tescione, nel giungere alla Cattedrale ha avuto un diverbio con un fedele che lo invitava a prendere atto della situazione venuta a crearsi nella Diocesi e prenderne atto. Il Pastore, letteralmente “tarantolato” dal pulpito della Chiesa ne ha proferite di tutti i colori, non dimenticando nessuno, blog, giornali e politici locali, definendoli “tagliatori di teste”. Secondo il Vescovo infatti l’informazione locale è capace solo di sparare veleno e scrivere bugie. Come se le testate locali che raccolgono i malumori dei fedeli, li avessero in qualche modo aizzato. A dire il vero, a parte don Business di Limatola, è la prima volta che ci siamo occupati di diatribe nelle parrocchie e delle decisioni di un Vescovo. A voglia la “Barbara Palombelli de’ nojartri” ad affannarsi a scrivere che la colpa è sempre di chi indica la luna. Purtroppo questa è la situazione, la gente, rispetto a cinquanta anni fa, se provocata reagisce! “Una comunità di falsi” quella di Alife, secondo il Vescovo, che si reca a Messa solo a Natale, Pasqua e durante i funerali. Ma chi è più falso, il fedele che si reca a Messa tre volte l’anno o l’esempio che viene dalla Chiesa, che predica bene e razzola male in tantissimi casi? Vogliamo iniziare a fare esempi concreti? Un funerale, comprensivo di messa dopo una settimana e messa nel trigesimo, può costare solo di “celebrazione” anche 200 euro? “Sai mi sono portato anche un altro Sacerdote, siamo in due, per cui la Messa era ancora più solenne” Questo caro don Valentino avviene nella Sua Diocesi, lei lo sapeva? Sapeva però delle nuove tariffe imposte per i matrimoni, “almeno il costo di un pasto per il ricevimento”, per cui se uno paga cento euro a persona, deve metterne in conto “altrettanti” per la Messa. “Coloro che celebrano il matrimonio sono tenuti a contribuire alle necessità della Comunità parrocchiale (manutenzione dell’edificio sacro, spese per il culto, aiuto ai poveri…) con una congrua offerta. Per ragioni di giustizia e di carità, si chiede che tale offerta sia equivalente almeno al costo di un coperto del banchetto di nozze per i fedeli della Diocesi di Alife-Caiazzo e di due per quelli provenienti da altre Diocesi.” In pratica se al ristorante gli sposi pagano un importo per il banchetto di cento euro a persona, devono la stessa somma al prete che li sposa, se appartengono però alla Diocesi di Alife – Caiazzo. Per gli “stranieri” invece la somma raddoppia e cioè si pagano duecento euro, ovvero il doppio del prezzo pagato per ogni invitato al matrimonio. E vogliamo parlare di quel simpatico “pretazzo” che ha affermato alla stampa nazionale che piuttosto che ospitare migranti nella sua canonica “gli da fuoco”? Vede caro Monsignore, prima di vedere la “pagliuzza” negli occhi dei suoi fedeli, inizi seriamente a notare le travi che sono negli occhi di tanti prelati. A don Cesare Tescione, a cui la stima è immutata e gli vogliamo bene, gli diciamo semplicemente di stare tranquillo, perché Alife, cittadina laboriosa, mite e rispettosa,lo accoglierà nel migliore dei modi. Piuttosto stia attento don Massimiliano, perché con l’aria che tira, è capace che fra qualche mese lo trasferiscano a Palmira, in Siria, a fare l’inventario delle distruzioni provocate dall’Isis. A don Valentino che pure gli vogliamo bene, preghiamo per lui affinché qualche suo superiore lo mandi a chiamare e gli dica chiaramente: “STAI SERENO VALENTINO TU E LA TUA BARBARA PALOMBELLI “DENOJARTRI”!”
SCRIBI…FARISEI…
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