Da Alvignano vuole cambiare l’Italia il segretario nazionale del movimento ‘Futuro e Cambiamento’
è il neo segretario di un movimento politico a carattere nazionale denominato «Movimento Futuro e Cambiamento». Aveva 19 anni quando si arruolò nell’Arma dei Carabinieri perché «volevo cambiare il mondo – riferisce Martucci (nella foto)-. Era il 1981 e partii da Alvignano credendo che attraverso l’Arma avrei potuto dare un contributo rilevante a una società che desideravo diversa». E così girò l’Italia, non disdegnando sedi più a rischio «come la Calabria, dove ho prestato servizio per 15 anni, e Casal di Principe o Mondragone, dove sono stato ancora per 13 anni – riferisce Martucci – avendo modo di fare parecchia preziosa esperienza, tanto da avere gli alamari cuciti sulla pelle, come diceva il generale Dalla Chiesa». Fu dura allontanarsi da Alvignano per lui, anche se era nato in Inghilterra, dove il papà Pietro Antonio e la mamma, Rosa Cerrone, erano emigrati per un periodo. Partì con entusiasmo, ma con un grosso nodo in gola, perché era consapevole che si sarebbe staccato per sempre dagli affetti più cari. Tuttavia era fermamente convinto che avrebbe iniziato un’avventura che riteneva meravigliosa e che, oltretutto, gli avrebbe assicurato un sostentamento necessario per una vita onesta. Non dimentica, però, di essere «meridionale e alvignanese. Per me che sono sposato con due figlie – aggiunge – rimane sempre in primo piano il ricordo delle aree dove sono nato.Quanto prima porterò anche i miei due nipoti, gemellini,a visitare Alvignano e tutta la mia meravigliosa zona “Matesina”».In pensione a Imperia, dove vive, non ha perso quella voglia che gli è nel Dna e, rendendosi «conto sin da subito di condividere le stesse idee con un nutrito gruppo di persone, – ha ancora aggiunto Martucci – abbiamo deciso di partecipare alla vita politica italiana fondando, lo scorso 31 agosto, il Movimento».Le cose che si prefiggono «sono tante- aggiunge il neo segretario -. Vorremmo rendere il nostro Paese più democratico, più informatizzato, più idoneo in ogni senso. Mi riferisco alla Sanità, alla Pubblica Amministrazione, alla questione pensioni, alla modifica del codice della strada, alla riduzione della spesa pubblica e dei parlamentari. Oltre che dei vitalizi e dei privilegi». Martucci indica, poi, la strada per la concretizzazione di quelle idee: «Dipenderà soprattutto da ogni singolo Italiano, se in cuor suo è rimasto ancora un barlume di speranza. Tutti insieme possiamo farcela –ha concluso Martucci -per liberare il Paese da un golpe democraticamente e silenziosamente realizzato in questi ultimi anni, una democratura (democrazia – dittatura)».
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