Castel Campagnano. Fuoco sotto le ceneri della villa comunale: murale al vetriolo dell’opposizione

Dopo il “blitz” al chiosco di Carabinieri e tecnici dell’ENEL, per presunti “abusi” negati proprio da questi ultimi
(foto in alto a sinistra), nei giorni scorsi per le vie del capoluogo e della frazione Squille sono comparsi dei murali (foto in alto a destra) della minoranza consiliare sulla questione della gestione dell’intera villetta comunale “La Peschiera”, oggetto di polemiche e denunce non solo verbali.L’ordinanza di sgombero delle piste di kart e di bocce e le diverse inadempienze contrattuali contestate dal tecnico comunale al gestore dell’area, figlio del vice sindaco Lino Della Morte (nella foto accanto a sinistra), ha creato un vero e proprio caso che sta tenendo banco nella piccola comunità della media valle del Volturno, spaccata a metà come accaduto alle ultime elezioni amministrative di maggio tra favorevoli e contrari al mantenimento dell’attuale gestione della citata villa.


Sulla vicenda, i consiglieri di minoranza guidati dall’ex sindaco Nicola Campagnano (nella foto accanto a destra) non si sono certo nascosti, intervenendo con uno stampato pubblico dal titolo “Villa comunale e d’intorni” in cui lamentano l’atteggiamento tenuto dalla maggioranza che sostiene il sindaco Giuseppe Di Sorbo (nella foto accanto a sinistra), di seguito riportato testualmente:
“Troppe polemiche, troppe inesattezze, troppe bugie e tanta strumentalizzazione stanno avvelenando la convivenza civile di questa comunità.
Non solo si scava sempre di più il solco della divisione ma si è scatenata una campagna di rara violenza verbale per dividere la gente tra buoni e cattivi.
L’obiettivo vero è creare confusione perché il dialogo non ci deve essere così la verità non emerge e gli elettori rimangono fedeli ed imprigionati dalle false convinzioni”.

I consiglieri Nicola Campagnano, Giovanni Aldi (nella foto in basso a sinistra) e Maria Elena Coppola (nella foto in basso a destra) rivendicano il comportamento tenuto dalla minoranza che “ha fatto solo il suo dovere: segnalare al comune è solo al comune, come già avvenuto in campagna elettorale, le inaccettabili inadempienze contrattuali (pagamento di annualità arretrate e rimozione di strutture non autorizzate). Se poi si sono aperte altre questioni, la risposta va cercata altrove.
Evidentemente la insofferenza della gente va ben oltre quello che si possa immaginare.
Il tanto sbandierato ‘tutto a posto’ si è avuto, più o meno, solo dopo e grazie alla nostra segnalazione e non può essere utilizzato per giustificare o cancellare un completamente che è stato eticamente inaccettabile.
Come pure inaccettabile è stato il comportamento del sindaco che messo pubblicamente a conoscenza dei fatti, non ha avviato alcuna iniziativa per ripristinare le cose, anzi ha posto in essere condotte giustificative e di sostegno.
Bruttissimo ed ennesimo esempio di dispregio dell’interesse pubblico e della dignità dei cittadini”.
L’opposizione fa poi sapere che “sanate le inadempienze” la vicenda può essere considerata chiusa perché “per noi non è importante chi gestisce, ma come gestisce, e se legittima, può continuare.
I cittadini possono giudicare. Rimangono aperti degli interrogativi. L’amministrazione avrebbe il dovere di fare chiarezza su alcuni noti d’intorni per il rispetto e la serenità di tutti“.
Dalla minoranza viene espressa comunque “profonda perplessità” sull’ipotesi di rinnovo del contratto.
“Il tacito rinnovo non è previsto nè nel contratto nè nella normativa delle concessioni ed è scaduto a giugno 2014.
Pur non volendo addentrarci in problematiche tecniche che lasciamo a chi di dovere, ci chiediamo prima da cittadini e poi da consiglieri: in presenza di gravi inadempienze contrattuali e di altre violazioni che non riguardano il contratto, puntualmente contestate e già giudicare ostative ad un rinnovo: può essere ipotizzato e/o avallato dagli amministratori un nuovo e diverso giudizio positivo sulla gestione come previsto dell’articolo 1 del contratto di concessione?”.
Una domanda retorica che trova subito una risposta sarcastica dagli stessi consiglieri:
“Che sciocchi! Abbiamo dimenticato che da quelle parti l’etica e l’interesse pubblico sono finiti in soffitta o forse non ci sono mai stati e le regole si applicano a seconda dell’interesse elettorale”.
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