Caserta. Enti locali: illegittimi gli appalti gestiti da Asmel, anche nell’alto casertano?
dopo la bocciatura, qualche mese fa, da parte del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, del consorzio Asmel.
Ci sono enti municipali che pagano il contributo da versare al consorzio ed altri che hanno in corso procedure gestite dall’Asmel.
Rimane incerta la legittimità dell’iter e, soprattutto, l’attuale situazione evidenzia un deficit della vigilanza sulle gare.
In ballo ci sono milioni di euro tra ristrutturazioni di edifici pubblici, realizzazione di scuole, centri polifunzionali e interventi sulle infrastrutture fognarie.
Negli ultimi mesi proprio i lavori pubblici nell’Alto Casertano sono sotto la lente della magistratura.
Lo scorso maggio il presidente dell’Anac, Cantone, disse che l’Asmel era illegittima come centrale di committenza perché non in possesso dei requisiti previsti.
Da allora è in corso una diatriba legale a colpi di ricorsi.
Allo stato non è chiaro quale sia il destino di appalti milionari che, negli ultimi mesi, si sono concentrati nei comuni alto casertani della fascia matesina.
Alcuni enti, come ad esempio Ailano, continuano a versare la quota di partecipazione al consorzio in rapporto al numero di abitanti.
Altri, è il caso di Castello del Matese, hanno intrapreso una direzione opposta.
Uno dei primi atti della rieletta amministrazione è stato, appunto, la revoca formale dell’adesione all’Asmel.
A Gioia Sannitica si va avanti con la gara per l’appalto da quasi 3 milioni di euro per la costruzione del nuovo edificio scolastico affidato attraverso la centrale Asmel.
C’è, poi, il problema della vigilanza rispetto a una miriade di gare per lavori pubblici, fattori incisivi per le imprese in subappalto e le piccole economie della zona.
A Capriati a Volturno, ad esempio, qualche mese fa, rispetto al mega appalto per l’incubatore di impresa nell’area Pip, di circa 2 milioni e mezzo di euro, il funzionario comunale con incarico di Responsabile unico del procedimento, aveva chiesto, senza che venissero resi noti i motivi, di essere esonerato dall’incarico.
Rimane incerto il destino dell’area industriale, ormai da anni uno sbancamento di colline per far posto a una strada con assenza di qualunque infrastruttura.
A Baia e Latina quanto è avvenuto è paradossale: il sindaco è stato costretto a emettere un’ordinanza nei confronti della ditta che ha eseguito i lavori nel centro storico, dunque vincitrice di gara, perché aveva depositato rifiuti, ovvero materiali di scavo stradali, nella zona dell’ex piscina comunale, peraltro già sottoposta a sequestro della Forestale.
Per San Potito Sannitico, come è noto dalle recenti cronache, un’indagine è in corso peri lavori di ristrutturazione di una palazzina d’epoca nell’area ex Gezoov.
E da Fontegreca il restyling della Cipresseta sembra non mettere tutti d’accordo: interventi eccessivi che stonano con la vocazione naturalistica del sito.
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