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Rocca d’Evandro. Topo sull’aereo per l’india: medico sconcertato

air-15x10-india-11Con quasi 9 ore di ritardo, finalmente anche stavolta sono riuscito a rientrare in Italia:

partito alle 23 da Delhi anziché alle 14,25 previste, arrivato a Milano alle 4 di mattina anziché alle 19,30 del giorno prima.
Stanotte però c’è stata una scena di panico a bordo a notte fonda: quando tutti dormivano, luci interne tutte spente per fare dormire la gente, sento nel sonno un tonfo e subito dopo una donna indiana inizia a urlare.
Era proprio nella fila dietro alla mia, anche se nel corridoio opposto, quindi ho potuto immediatamente constatare che urlava a squarciagola in indiano guardando il pavimento. Essendoci buio pesto non si riusciva a capire cosa avesse visto, inoltre urlava in indiano quindi nessuno degli italiani capiva, però sono bastate poche frazioni di secondo per cui tutti gli italiani a loro volta urlassero, guardando anche loro il pavimento: un topo, un topo !!! Anche gli indiani urlavano, guardando il pavimento, ma sinceramente non si capiva proprio cosa dicessero. Ognuno degli italiani ha iniziato a cercare il topo sotto alle proprie gambe, io compreso: avevo comunque premuto immediatamente il pulsante di chiamata delle hostess (anche loro stavano riposando nel loro compartimento) e acceso lo spot di lettura. Però questo aereo, il nuovissimo Boeing 787 Dreamliner, le cui consegne sono iniziate da parte della Boeing recentissimamente, cioè nel 2012, è molto avveniristico quindi anziché avere i due soliti pulsanti sul bracciolo, uno per accendere lo spot di lettura e un altro per chiamare la hostess, ha una vera console da videogiochi, con esattamente 28 tasti che puoi schiacciare Quindi trovare il pulsante di accensione della luce di lettura, mentre sei assonnato, al buio, tra 28 tasti, è un’operazione che non è riuscita a nessun passeggero. Solo io, visto che prendo questo aereo due volte al mese (andata+ritorno), ormai ho imparato a memoria la posizione del pulsante e sono riuscito ad accendermi lo spot. E devo dire che la prima volta mesi fa avevo veramente tribolato a trovarlo: nonostante tutte le luci fossero accese, io mi fossi messo gli occhiali da lettura e nonostante i pulsanti siano un pochino retro-illuminati,è un’operazione che ti riesce solo se li provi tutti per tentativi. Impossibile individuare il simbolo della lampadina, stampato con un font piccolissimo, neanche se sai dove cercare. Provare per credere, magari cercandolo nell’immagine, che pure ha una buona risoluzione. Tutti gli altri passeggeri armeggiavano a caso con tutti i pulsanti, partivano film, partivano videogiochi, partiva il bellissimo GPS di bordo, ma nessuno dico nessuno che sia riuscito ad accendere la luce. Chi provava anche con il bellissimo schermo Touch Screen, ma niente. Solo la luce sul mio sedile era accesa tra più di 200 passeggeri al buio quasi completo (le bellissime luci notturne blu sono più per estetica che per illuminazione). Ma del topo nessuna traccia, ovviamente con il buio che c’era era impossibile individuare anche un uomo, figuriamoci un topo. Finalmente, dopo comunque pochi minuti che sono sembrati interminabili tra le urla generali mischiate di italiani e indiani, le hostess sono riuscite ad accendere tutte le luci di bordo. Subito un ooohhhh si è levato in un coro unanime, italiani e indiani assieme: steso nel corridoio proprio sotto alla signora che urlava c’era un uomo indiano, di circa 60 anni, vestito con un abito blu scuro, quindi assolutamente non visibile al buio. Su di lui, per terra a pancia in su, subito sono piombati hostess e steward; una hostess è andata di corsa a prendere una bombola in metallo verde con collegata una mascherina, immagino che contenesse ossigeno. In realtà l’uomo non aveva niente di grave, stava bene, probabilmente è caduto inciampando mentre assonnato tentava di andare in bagno al buio. Come ho detto infatti nessuno è in grado di accendere la lucina del proprio posto, e l’avevo sperimentato anche nei viaggi precedenti in quanto sono sempre io che devo insegnare ai miei vicini di posto che esiste questa possibilità. Comunque tutto è bene quello che finisce bene, e il signore è stato aiutato a rialzarsi poi è stato fatto sedere al suo posto, senza nessuna conseguenza. Che i progettisti abbiano fatto apposta a impedire ai passeggeri di accendere la propria lucina, sapendo del problema ai loro generatori? Domanda lecita visto che ho letto: “Dreamliner 787, baco nel software potrebbe provocare blackout totale in volo”. L’allarme della FAA americana. Se i generatori elettrici funzionano per 248 giorni di seguito, si spengono all’improvviso, mandando in tilt tutta la strumentazione. Boeing: “Sappiamo del problema, abbiamo già ordinato da tempo di spegnere i generatori dopo ogni viaggio”.
Cliccare sulla foto per servizio del “CorSera”

(Antonio D’Ambrosio – News archiviata in @TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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