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Piedimonte Matese. Anziché abbattere le opere abusive come ordinato, ne costruivano altre: coniugi ‘stangati’ dal Comune

vigili-15x10-controllo-1Non solo non avevano ottemperato alla prima ordinanza di demolizione,

ma addirittura stavano continuando a costruire abusivamente nuove opere in difformità, come se niente fosse accaduto.
È la incredibile situazione che si sono trovata di fronte i vigili urbani e i tecnici comunali, nel corso del blitz eseguito nelle scorse settimane all’interno di un cantiere edile nel pieno centro storico cittadino dove si erano recati per verificare l’osservazione dell’ordine di demolizione di opere abusive imposto lo scorso anno a due coniugi piedimontesi, proprietari di un’abitazione ubicata in via Angelo Scorciarini Coppola, ove i lavori erano stati già fermati dopo la realizzazione di alcuni interventi non previsti nell’originario permesso di costruire rilasciato dal Comune nel 2010.
Quando il rapporto di servizio della polizia municipale è arrivato nei giorni scorsi sulla scrivania del responsabile dell’ufficio tecnico comunale, è scattata subito la seconda ordinanza di demolizione delle ulteriori opere abusive, con una nuova denuncia alla Procura della Repubblica a carico di Emilio Carpentino e Giovanna Macchiarelli, coniugi, responsabili, secondo il provvedimento del settore urbanistico comunale, di un aggravio della già contestata situazione di abusi edilizi consistenti nella chiusura perimetrale di un balcone a livello seminterrato e terra e, quindi, nella realizzazione di un incremento di volumetria per circa 60 metri cubi.
Tra l’altro, nell’istruire la richiesta di permesso di costruire in sanatoria presentata dai predetti coniugi nell’agosto dello scorso anno, dopo la prima ordinanza di demolizione, l’ufficio comunale aveva riscontrato altre condizioni di difformità rispetto ai titoli abilitativi, in particolare la diversa collocazione e distribuzione delle scale interne, atteso che la scala sul lato destro del fabbricato non è stata realizzata, comportando ciò una difformità di carattere urbanistico-strutturale rispetto alla relativa autorizzazione sismica; la scaletta posta in posizione baricentrica al piano terra è stata sostituita da un vano ascensore che fora i solai di tutti i piani, comportando altra difformità di carattere urbanistico-strutturale rispetto alla relativa autorizzazione sismica; la scala al lato sinistro del corpo B, che collega primo e secondo piano, non è autorizzata, pertanto è realizzata in totale difformità rispetto alla licenza edilizia rilasciata cinque anni fa e alla stessa autorizzazione sismica dell’anno successivo; inoltre, la scala che dal secondo piano conduce alla mansarda non è autorizzata pertanto è realizzata in totale difformità dal permesso di costruire rilasciato nel 2010 e dall’autorizzazione; la facciata all’interno della corte presenta quattro aperture in luogo delle tre previste, oltre a differenti finiture, tra cui marcapiano e pensiline non autorizzate nell’ultimo titolo abilitativo; una porzione dell’immobile presenta maggiore altezza, giustificata in progetto dall’abbassamento dall’interno dei solai originari e dall’apposizione di una copertura in legno con sezioni di maggiori dimensioni: seppure tale teoria giustificherebbe lo stato di incremento di altezza, è pur vero che i solai sono stati abbassati di quote diverse da quelle autorizzate col permesso di costruire del 2010.
Tale condizione genera, seppure dall’interno, una consistente difformità, passandosi da un sottotetto con altezza media inferiore a due metri a un sottotetto con altezza media superiore ai due metri.
Ancora, è stata riscontrata la presenza di un significativo incremento di volume, di circa 40 metri cubi, in corrispondenza dell’ultimo livello della porzione di fabbricato, della stessa proprietà; la realizzazione di una scala interna e la variazione abusiva del prospetto su lato della strada di via A.S. Coppola, per diversa collocazione del vano balcone.
Una volta accertata l’avvenuta esecuzione di opere abusive comportanti una variazione sostanziale dei parametri urbanistici rispetto a quanto autorizzato con il permesso a costruire a suo tempo rilasciato dal municipio, il dirigente Pietro Terreri ha ordinato nuovamente ai coniugi la demolizione delle opere già scoperte come abusive lo scorso anno e, inoltre, delle ulteriori opere in difformità realizzate negli ultimi mesi, a propria cura e spese, entro il termine perentorio di 90 giorni.
L’ordinanza di demolizione è stata trasmessa anche al Prefetto di Caserta e al comando di Polizia Municipale per la verifica della sua osservanza; alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, al Comando Stazione Carabinieri di Piedimonte Matese, alla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali di Caserta; al Settore Politiche del Territorio della Regione Campania e al Settore Provinciale del Genio Civile di Caserta.

(Enzo Perretta – News elaborata – Archiviata in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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