Piana M.Verna. Comune: minoranza ‘intruppata’ vota il bilancio ma non molla il coerente Mongillo
Si è trovato a rappresentare solo sé stesso in Consiglio comunale Andrea Mongillo (nella foto a destra) atteso che, proprio per il bilancio di previsione, gli altri due componenti della minoranza (di cui lo stesso Mongillo fa parte) hanno deciso di votare insieme alla maggioranza.
Nadia Mastroianni e Angelo Santabarbara, infatti, hanno detti “si” all’importante strumento economico-finanziario approntato dalla maggioranza.
Oltre a restare fermo su posizioni di dissenso, Mongillo ha anche chiesto al sindaco Giustino Castellano (nella foto a sinistra) dei chiarimenti su alcune tematiche di rilevanza socio-amministrativa, ottenendo d’altronde pronta risposta dal primo cittadino che innanzitutto ha rappresentato le numerose difficoltà affrontate e le scelte che l’Amministrazione ha dovuto operare per predisporre il carteggio in modo tale da ottenere il via libera dei “controllori”, ringraziando peraltro quanti hanno collaborato per la sua complessa redazione.
Castellano ha spiegato che con il documento si è cercato di affrontare e risolvere tutte le emergenze e le prioritarie criticità, fermo restando che resta ancora tanto lavoro da fare, anche per i continui ed improvvisi adempimenti e spese non prevedibili, assicurando peraltro che l’Amministrazione si impegnerà, come ha fatto sinora, a contenere al massimo le spese ed a recuperare tutte le possibili entrate, al fine di puntare in tempi ragionevoli al riequilibrio finanziario dell’Ente.
Di seguito Mongillo ha esternato serie perplessità sulla gestione e sfruttamento di alcuni immobili comunali: oltre a quanto si incassa per la concessione del terreno per l’antenna TIM e per il Campo Sportivo di Via Campanelle, gli altri beni di proprietà comunale (vecchia sede Municipale, campo sportivo di Via Laurelli, edificio in Aia Manselli e terreno in località Camprianni donato dalla signora Scirocco, terreno in località Ischitella ed aree boschive di proprietà comunale) non producono alcuna entrate per l’Ente: alcuni di essi sono stati concessi in comodato d’uso gratuito, altri non sono sfruttati secondo le loro potenzialità, ipotizzando anche l’eventuale vendita di alcuni di essi.
Il Sindaco però ha spiegato che alcuni di tali immobili (edificio ex Scirocco in Aia Manselli ed ex casa comunale) sono stati dati in comodato d’uso dalla precedente amministrazione comunale e che, peraltro, le attività dei rispettivi comodatari (Circolo Pensionati, erigenda casa di riposo per pensionati, sede della Pro Loco, Campo Sportivo di Via Laurelli) sono tutte destinate a scopi sociali ed a favore delle fasce più deboli della cittadinanza, giovani ed anziani, in un territorio che non ha altri punti o strutture di aggregazione e socializzazione.
Castellano, inoltre, ha spiegato che, per espressa disposizione testamentaria, il terreno e l’immobile ereditato dalla signora Scirocco non possono essere alienati in quanto destinati esclusivamente a scopi sociali, giusta volontà della donante.
Quanto agli altri terreni o proprietà comunali, il sindaco intende proporre la costituzione di commissioni consiliari preposte alla loro ottimale gestione e sfruttamento.
Ripresa la parola, il Consigliere Mongillo ha chiesto delucidazioni sul funzionamento del depuratore e delle lampade votive cimiteriali, atteso che allo stesso risulta che per lunghi periodi esse sono state spente, auspicando che all’utenza venga applicato uno sgravio proporzionale al periodo di mancato servizio e invitando l’amministrazione ad affidare in gestione la manutenzione del depuratore a una ditta specializzata.
Il Sindaco chiarisce al Consiglio Comunale che sin dall’insediamento lui stesso si è occupato del depuratore e, nonostante le note difficoltà finanziarie in cui versa l’Ente, è stata ottenuta la sua efficace funzionalità anche grazie alla disponibilità di alcuni consiglieri e alla collaborazione di un operaio comunale che ne assicura l’ordinaria manutenzione mentre le periodiche analisi obbligatorie vengono effettuate dalla ditta specializzata “AgroLab”.
In conclusione Castellano ha informato l’assise che, sebbene auspicabile, le precarie risorse finanziarie non consentono di affidare la completa gestione del depuratore comunale a un’apposita ditta che peraltro garantirebbe maggiormente l’Amministrazione comunale e in particolare il sindaco, che risponde in prima persona di eventuali disservizi e disfunzioni dell’impianto, esonerandoli da oneri e responsabilità per eventuali danni ed inquinamento ambientale conseguente al cattivo o inefficiente funzionamento del depuratore.
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