S.Gregorio Matese. Ricordo di Maria Maddalena De Lellis, brigantessa analfabeta ma spietata

Maria Maddalena De Lellis (nella foto a sinistra) nacque l’8 agosto 1835 a San Gregorio, l’attuale San Gregorio Matese (nella foto a destra) in provincia di Caserta. Contadina, analfabeta, con un marito in galera per connivenza col brigantaggio, Giuseppe Mallardo, ed un figlio piccolo, Angelantonio, nella primavera del 1864 divenne l’amante di Andrea Santaniello. Ex soldato dell’esercito borbonico, dopo essere stato il braccio destro di Cosimo Giordano, capo di tutti i capibrigante del Matese, aveva formato una propria banda che aveva inquadrato secondo regole militari. Nel giro di pochi mesi la storia divenne nota, e quando i soldati andarono per arrestarla, Maddalena si dette alla macchia. La banda era nascosta sui monti del Matese, ma con l’arrivo della neve si spostò verso S. Potito dove poteva contare sull’aiuto di vari massari, che li fornivano di cibo ed armi. Della banda facevano parte briganti di spicco quali Giovanni Civitillo detto “senza paura”, Giovangiuseppe Campagna detto “il rosso” ed i fratelli Antonio e Vincenzo Arcieri. Maddalena non era solo l’amante del capo: partecipava agli incendi delle case coloniche, alle rapine, ai sequestri ed aveva anche il suo fucile personale, svolgendo un ruolo di vero brigante che nessun uomo le contestò mai. Nella primavera del 1865 tutti i suoi parenti vennero incarcerati, per mesi, al fine di indurla alla costituzione.L’ASSALTO DI SAN POTITO SANNITICO
La sera del 22 luglio 1865 partecipò all’assalto di S.Potito. Le bande riunite di Cosimo Giordano, Andrea Santaniello e Antonio De Lellis volevano rapire don Enrico Sanillo, ricchissimo possidente della zona. Ma nella sparatoria avvenuta al caffè Riccitelli il Sanillo vi rimase misteriosamente ucciso. Tale omicidio fu motivo di discussione il giorno dopo tra Santaniello e Giordano, per cui le bande si divisero. Nel settembre 1865 la comitiva si trasferì sui monti di Cervinara, nell’avellinese, dove ebbero scontro a fuoco con la forza pubblica a Polvica e sequestri di persona a Talanico ed Arienzo. A loro si aggregarono briganti della zona quali Sabatiello Capuano detto “mascella” e Pasquale Miele detto “pulcinella”. Maddalena partecipò sempre ai combattimenti, vestita da uomo con abiti forniti da un sarto di Nola. Con l’inverno la banda tornò verso il Matese.
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