Piedimonte Matese. Scandalo appalti ASL: va a pregare coi suoi Gabriele D’Antonio, appena scarcerato

Il suo primo pensiero “pubblico” è stato quello di ringraziare il Signore, domenica, dopo che il magistrato ha accolto l’istanza di scarcerazione, rimettendo quindi in libertà Gabriele D’Antonio, amministratore della società “Odeia”, coinvolto (insieme ai concittadini Orlando Cesarini e Domenico Ferraiuolo, tuttora in carcere) nello scandalo per collusioni fra politica e camorra consistente nella gestione “clientelare” di alcuni appalti che, il 21 gennaio, portò all’arresto di ben 23 persone, anche autorevoli, in particolare della provincia di Caserta.

Nello specifico a D’Antonio venne contestata l’aggiudicazione, all’azienda da lui amministrata, di un appalto in modo “pilotato” cioè illegittimo, sulla base di indagini iniziate addirittura nell’anno 2006, ma i difensori di tutti e tre gli indagati matesini hanno sempre rispedito ogni addebito, sostenendo che la società fosse coinvolta solo marginalmente o addirittura in modo indiretta, quantificando il lucro in modo “irrisorio” per un’azienda di manutenzione edile: circa 70.000 euro in un anno, peraltro da considerare suddivisi fra cinque soci; il tutto a fronte di un appalto da 150.000 euro + IVA.

Domenica 2 agosto quindi, D’Antonio, si è recato presso la chiesa di Santa Lucia in totale libertà, contornato dai familiari che hanno sempre creduto nella sua innocenza.

Restano tuttora in carcere, invece, Domenico Ferraiuolo e lo stesso Orlando Cesarini, sebbene affetto da patologia cardiaca ritenuta dai suoi tutori incompatibile con la detenzione carceraria.

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