Liberi. Penuria idrica, ci risiamo: il sindaco si appella al prefetto e alla Regione
A Liberi per la mancanza d’acqua la gente è esasperata. “Una situazione grave che ormai dura da diversi giorni – ha riferito il sindaco, Antonio Diana – con la gente giustamente stizzita per un giusto diritto loro negato”.Il problema è più o meno uguale in tutte le frazioni del piccolo centro della Comunità Montana del Monte Maggiore.
Perché quel piccolo centro è composto da cinque frazioni: Cese, Liberi, Merangeli, Profeti, San Pietro e Villa.
Che, a un’altezza media di circa 500 metri sul livello del mare, vanno a formare un paesetto di circa 1500 abitanti.
“Stiamo facendo i salti mortali – dichiara ancora il primo cittadino – anche predisponendo delle turnazioni tra le zone più in alto e aree allocate a minore altezza, ma quasi sempre non riusciamo rispettare gli orari di turnazione, perché è proprio la quantità di liquido potabile che non proviene a sufficienza dalla fonte originaria”.
Un problema ancora più grave se si considera che, proprio per la sua altimetria, nel periodo estivo, a Liberi accorrono anche diverse persone da altri centri per refrigerarsi e per respirare l’aria particolarmente salubre di quella meravigliosa località.
Proprio a seguito di una situazione che pare non preveda sbocco di alcun genere, il sindaco ha inviato una dura nota alla Prefettura di Caserta, alla Giunta regionale della Campania – settore Ciclo integrato delle acque – e al responsabile del Consorzio idrico di Terra di Lavoro
(Comunicato Stampa – Archiviato in @TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

