Pietravairano. Padre e figlio arrestati per usura, estorsione e minacce ai danni di casalinghe disperate
È di due arresti il bilancio dell’operazione condotta dai Carabinieri nel comune di Pietravairano, dove in manette sono finiti Vincenzo e Giovanni Di Sano, padre e figlio, con l’accusa di usura ed estorsione.
Contro di loro, un’ordinanza spiccata dal GIP di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della sezione criminalità economica della procura sammaritana (retta dal procuratore Raffaella Capasso e dall’aggiunto Antonio D’Amato).
Il loro nome, in paese, era ricorrente fra quanti si trovavano in difficoltà economiche: in particolare alcune casalinghe, messe alle strette dalla crisi, si sarebbero rivolte a padre e figlio per cercare di sbarcare il lunario.
Almeno due, a quanto emerge dalle indagini della procura di Santa Maria Capua Vetere, sarebbero state le loro vittime, ma una li ha denunciati quando ha iniziato a temere per la propria vita e per quella dei suoi figli.
L’esistenza di un’altra vittima, invece, è emersa durante le indagini, quando, ignari che fossero ormai sotto intercettazione telefonica, i due presunti usurai si sono inavvertitamente traditi, parlando della 34enne che doveva loro dei soldi.
Gli arresti, formalizzati giovedì, sono il frutto di un anno di lavoro dei carabinieri della stazione di Vairano Patenora che, nel novembre 2014, raccolsero la denuncia di una casalinga di 49 anni di Vairano Patenora.
La donna raccontò che a marzo, a causa di una serie di problemi economici che attanagliavano la sua famiglia, aveva chiesto un prestito di 2.300 euro ai Di Sano e di avere pattuito con i due la restituzione della somma con interessi mensili del 10 per cento.
Nel tempo la donna avrebbe restituito circa 6.000 euro ma, come sempre in questi casi, il debito era tutt’altro che estinto in quanto la somma lievitava continuamente a causa degli interessi.
Quando non potette più pagare, però la donna sarebbe stata minacciata ripetutamente e-come dalla stessa riferito- i Di Sano le dissero anche che se non avesse saldato il debito avrebbero fatto del male ai suoi figli, entrambi piccoli.
Fu questo a spingere la casalinga a rivolgersi ai carabinieri.
Nel corso delle indagini, che si sono avvalse anche di intercettazioni, sarebbe stata poi identificata una seconda vittima della attività usuraria dei Di Sano.
Si tratterebbe di una casalinga del posto di 34 anni, ma la donna non ha sporto denuncia.
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