Piedimonte Matese. Dramma immigrati: ‘passo avanti’ del Comune che vuole ospitare 12 minorenni
Il Comune di Piedimonte Matese ha formalizzato la partecipazione al progetto del Ministero dell’Internonella rete SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), finalizzato all’accoglienza di minori stranieri non accompagnati.
Con delibera di Giunta 169 del 21 luglio 2015, infatti, l’Amministrazione comunale punta alla solidarietà guardando alle necessità dei tanti giovani che chiedono primi aiuti all’Italia, poi puntando verso il resto d’Europa.
“È sempre più crescente il numero delle persone che bussano alle nostre frontiere a cui non possiamo negare diritti e servizi di cui spesso sono privati fin dalla nascita nei loro paesi di origine”, così si è espresso il sindaco Vincenzo Cappello all’indomani della decisione condivisa con la sua maggioranza.
La legge italiana n. 189/2002 in materia di immigrazione ed asilo ha istituito il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati e attivato il Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo, al quale possono accedere gli Enti Locali che prestano servizi finalizzati all’accoglienza dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione umanitaria.
Pertanto l’onere dei servizi che il Comune di Piedimonte Matese garantirà ai minori che giungeranno in città – qualora la richiesta dell’Ente civico piedimontese trovasse accoglienza da parte del Ministero – non ricadranno sulle casse comunali.
Sarà invece compito del Comune bandire la gara che assegnerà ad una cooperativa la gestione della struttura che ospiterà i ragazzi e diretto interlocutore presso il Ministero dell’Interno rimarrà il Comune stesso.
Da 4 a 8 il numero degli ospiti che potranno essere accolti, con l’eccezione di altri 4 posti qualora le strutture di accoglienza lo consentano, per ovvi motivi di spazio.
Per questo motivo è già al vaglio dell’Amministrazione l’individuazione di un luogo consono ad ospitare i giovani stranieri, la cui età potrebbe oscillare tra gli 11 e i 14 anni.
Al criterio dell’accoglienza e della solidarietà si affianca quello del movimento generato alla locale economia attraverso la presenza sul territorio di ragazzi da accudire, sfamare, assistere.
“Quello che vogliamo compiere -prosegue il sindaco Vincenzo Cappello- è un atto di grande umanità, di rispetto per il dolore di molti bambini, ma soprattutto con questo segno vogliamo sensibilizzare ad una forma di accoglienza che non teme la diversità, ma piuttosto se ne prende cura.
Faremo ciò che è nelle possibilità di un piccolo ente come il nostro, con la speranza che la solidarietà prenda il sopravvento sulle chiusure e gli inasprimenti nei confronti degli stranieri cui la cronaca ci sta informando”.
(Comunicato Stampa elaborato – Archiviato in @TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

