Caserta. Altri 50 immigrati smistati nella provincia: anche a Piana M.Verna, ma ne devono arrivare altri 1280
Altri cinquanta rifugiati sono arrivati a Caserta mercoledì 22 luglio: erano attesi fin dalle ore 14 alla caserma “Ferrari Orsi” di via Laviano, dove gli uomini della Brigata Bersaglieri Garibaldi e la Croce Rossa avevano allestito un punto di ristoro temporaneo per garantire agli immigrati acqua, cibo, docce e infermeria.Alle 16 il contrordine e la decisione di dirottare l’autobus verso la Questura quindi smistarli ai cinque centri di accoglienza della provincia dove rimarranno presumibilmente fino al 30 settembre.
Nel dettaglio 22 saranno ospitati a Giano Vetusto, 10 a Succivo, 10 a Caianello, 7 a Caserta e 1 a Piana di Monte Verna.
Tutti uomini, di età compresa fra 30 e 40 anni, provenienti prevalentemente dal Pakistan.
Un piano di riparto che ha consentito di fronteggiare nell’immediato l’emergenza che era venuta a profilarsi ma che ha fornito nuove conferme sulla necessità di intercettare al più presto una serie di strutture in grado di ospitare eventuali nuovi arrivi.
Tre quindi sono state selezionate mercoledì per effetto di un bando di gara che prevede un’accoglienza della durata di circa 60 giorni, ma i riflettori sono tutti puntati sul maxi appalto da 1280 posti che dovrebbe essere aggiudicato tra fine agosto e inizio settembre.
Una gara del valore di dieci milioni e mezzo di euro da ripartire tra gli otto lotti territoriali indicati, ciascuno dei quali potrà ospitare fino a 160 rifugiati.
Agli immigrati, come previsto dal capitolato, dovranno essere garantiti vitto e alloggio, un pocket money di 2,50 euro al giorno ma anche servizi finalizzati all’integrazione sociale come la mediazione linguistico-culturale, l’orientamento, la formazione professionale e la tutela legale.
Ai centri di accoglienza temporanea toccherà infine svolgere anche lo screening sanitario sugli ospiti.
Grande attenzione anche alle verifiche dei requisiti di agibilità e abitabilità dei locali.
Il dato relativo alle previsioni sui flussi in entrata nel nostro Paese per il mese di agosto, nei prossimi giorni potrebbe spingere la Prefettura a procedere con nuovi bandi e nuove aggiudicazioni.
Momenti di tensione e un clima di nervosismo hanno fatto da sfondo alla giornata di mercoledì, ma per fortuna non si sono verificati incidenti o tafferugli anche per la massiccia presenza di forze dell’ordine.
Dall’inizio dell’emergenza, sul territorio si contano oltre 800 rifugiati, distribuiti in una ventina di strutture ubicate in quattro maxi aree della provincia: alto-Casertano, litorale, agro-caleno e conurbazione casertana.
Resteranno alla Chiesa del Buon Pastore, in piazza Pitesti, per almeno altre due settimane, invece, i 18 nigeriani che don Antonello Giannotti ospita dal 22 giugno.
Per loro si attende che sia finalmente pronto il sito di Vaccheria, una villa confiscata alla criminalità organizzata e annessa al patrimonio comunale, che dovrebbe accogliere fino a venti immigrati.
Due settimane di attesa che si preannunciano particolarmente “calde” per i nigeriani, anche perché da sabato non potranno più usufruire della mensa della Tenda di Abramo, chiusa un mese per ristrutturazione.
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