Teano. In fiamme frutteto confiscato alla camorra, che ne gioisce?

All’indomani dell’incendio di Pugliano, frazione di Teano, la gente è sicura che un terreno adibito a frutteto, ben curato  e soprattutto quotidianamente irrigato, possa aver preso fuoco per autocombustione…
Perché un frutteto possa prendere fuoco, ce ne vuole. È irrigato e quindi umido, il piano di campagna è privo di erbacce e stoppie, e i filari sono disposti in maniera ordinata lungo linee parallele e distanti. Ecco perché si stenta a credere (anzi non ci crede nessuno) che possa essere stata madre Natura, il gran caldo di questi giorni, il Sole, a scatenare l’inferno di fuoco che ha distrutto circa 10 ettari di un ben più vasto frutteto a Pugliano di Teano, gli stessi appartenenti ai beni confiscati alla camorra; e più precisamente al clan Magliulo. L’idea corre,piuttosto,a qualche risma di malviventi o a qualche losco personaggio che ha tutto l’interesse per denigrare l’operato altrui emettere in cattiva luce il lavoro dei nuovi gestori dei beni ex camorra di Teano da poco opportunamente riaffidati a una cooperativa di lavoro della delegata comunale, la capogruppo consiliare di maggioranza, Adele Passaretti. Che dire poi degli sforzi promozionali profusi, anche in questo campo, da quel gruppo di giovani ragazzi e ragazze che va sotto il nome di ‘Mille scopi più uno’? Qualcuno potrebbe aver pensato: troppo entusiasmo,troppa voglia di riuscire: meglio che vada tutto in fumo. Ma purtroppo, che possa esserci davvero dietro la mano dolosa che ha distrutto i frutteti di Pugliano: questo davvero nessuno lo sa. Oppure lo sa e sta indagando in silenzio, in eccessivo silenzio, visto che comunque lì sta bruciando tutto. La reazione di ‘Mille scopi più uno’ è da encomio solenne. “In ogni caso –hanno, infatti, fatto sapere subito dopo il rogo gli attivisti – noi continueremo a stare dalla parte giusta e ci faremo intimidire”. Un annuncio cui ha fatto eco Libera, associazione, nome e numeri contro le mafie – Comitato don Peppe Diana che ha replicato al gruppo mille scopi di Teano con un invito, rivolto alle Istituzioni, a “tenere alta l’attenzione sui confiscati di Teano e sul loro percorso di liberazione”. E, smentendo ‘voci insulse e pilotate’ che parlavano di un frutteto abbandonato, il Comitato ha così pubblicamente dichiarato: “Il consorzio Nco, cui il terreno è stato affidato da pochi mesi, aveva da pochi giorni completato le opere di pulizia del terreno. Tutto era pronto, dunque, per la raccolta e per accogliere i ragazzi dei campi estivi di Libera i quali presto saranno a Pugliano per trascorrere insieme ai cittadini locali, sotto l’egida del comune, giorni di lavoro e formazione sul terreno prima appartenuto alla camorra”.

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