Baia Latina. Onore al merito della ‘Basulata’: gruppo folk che tiene alto il nome del paese
Baia e Latina è una cittadina dove ancora vivono tradizioni rappresentate da valori umani
che hanno contribuito a tenerle salde, ancora oggi, nell’ambito della famiglia e della comunità.
In virtù di questi principi i fondamentali per l’armonia tra gli abitanti, è nato nell’anno 2000 il gruppo d’arte folklorica “La Basulata” in seno al “Centro di Iniziative Artistiche e Culturali”.
Il nome, tipicamente dialettale, deriva dalle lastre di pietra viva locale delle quali tutte le strade di Baia e Latina sono coperte.
Qui da sempre si ricordano cantori, più o meno organizzati, che in occasione di matrimoni, festa del paese, sagre e fiere, si divertivano a fare “quattro salti” sulle note di ballarelle, quadriglie e tarantelle.
All’occorrenza venivano suonati e cantati motivi antichi del territorio, come illustra Enzo Cunti uno dei fondatori del gruppo, tramandati oralmente dai padri che da queste parti hanno sempre inventato e realizzato canti e filastrocche, duetti, tammurriate, macchiette e serenate.
Scopo principale dell’Associazione, senza fine di lucro, è quello di voler riscoprire, salvaguardare e diffondere la cultura contadina e le tradizioni popolari di una terra che va dalla Comunità del Monte Maggiore a quella alifana e del Matese; due realtà dell’Alto Casertano che si fondono e si coniugano tra loro in modo straordinario.
Meritano particolare apprezzamento i costumi dei componenti del gruppo, che “rivestono” lo spirito più profondo della identità giocosa della gente di Baia e Latina e la sua severa e dignitosa laboriosità.
Essi sono stati frutto di una attenta ricerca e rielaborazione di Rosanna Cunti, compianta figlia attenta e profondamente innamorata di questa terra.
Il Gruppo “La Basulata” dona due ore di spettacolo intenso a chi ha la fortuna di potervi assistere, come è già avvenuto con le esibizioni in Calabria, in Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, nella stessa Campania e in altri paesi come Inghilterra, Canada e Svizzera, dove ha fatto conoscere uno dei molteplici e affascinanti volti del Sud Italia.
Il mondo rurale, afferma ancora Enzo Cunti, la dura vita del contadino, il lavoro stagionale nei campi, fanno la parte del leone;ma anche il divertimento fine a se stesso, il corteggiamento, l’amore non corrisposto, i tradimenti, la bellezza di valli e montagne, il magnificare le doti dei figli e l’auspicio di nozze felici sono presenti nel “baule dorato” ricevuto in eredità dai nostri padri.
Pertanto già da tempo erano state avviate ricerche sistematiche di testi antichi, prodotte testimonianze di anziani, invitati a ricordare e riprodurre passi coreutici, mimica e gestualità; sono stati ricostruiti lazzi, melopee, canzoni, suoni e ritmi.
Il tutto all’insegna del massimo rispetto per gli originali di cui siamo venuti a conoscenza, sia pur trattandosi, nella maggior parte dei casi, di testimonianze orali.
A breve “La Basulata” che sostiene la “Lega del Filo d’Oro”, sarà ospite delle Valli del Trentino per una serie di concerti.
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