Teano. Comune, segretaria ‘auto avallante’: il sindaco riconosce che ‘non è consentito’ e la minoranza manda tutto dal prefetto
“Dal punto di vista dell’aspetto normativo non ci sono molte osservazioni da fare perché: non è consentito”.
Clamorosa ammissione del sindaco di Teano sul “caso della super-segretaria comunale” che come garante anti corruzione e ricoprendo anche il ruolo di dirigente dell’area tecnica ha prodotto e produce atti ai quali riconosce poi i crismi della legalità.
L’esternazione è fresca, risale all’ultima seduta di Consiglio comunale, quella di sabato sera.
Il primo cittadino, Nicola Di Benedetto, incalzato dai consiglieri di minoranza, dopo un lungo e articolato discorso, ha inteso fornire i motivi di una simile scelta, della quale si è voluto assumere la piena paternità, ha anche riconosciuto che, per come ha strutturato la figura della segretaria, “messa in supporto dell’area tecnica oberata di lavoro e con montagne di arretrati da gestire”, controllore e controllato coincidono.
Coincidono nella sua fiduciaria: Patrizia Cinquanta.
Un paradosso burocratico dovuto al tentativo – poi fallito – di risolvere tutti gli arretrati nell’Ufficio tecnico? Sicuramente.
Il problema però è che “una situazione del genere -come hanno fatto notare i consiglieri comunali di minoranza Valerio Toscano, Rosaria Pentella, Carmina Lonardo e Giovanni Scoglio- non è consentita dal decreto legge 1279/2012, convertito nella legge 213/2012″.
Ci sono delle eccezioni, dei casi nei quali il Prefetto ha lasciato correre la sovrapposizione di ruoli?
Si, ma sempre per periodi di tempo limitati, in realtà comunali microscopiche che in ogni caso non disponevano di figure professionali in grado di assumere ruoli dirigenziali.
“Nella fattispecie invece –ha sottolineato la consigliera Lonardo- che a Teano il doppio ruolo della segretaria perduri da oltre due anni, l’Ente non sia una affatto realtà microscopica di qualche centinaio di cittadini (contando circa 14.000 abitanti) e che, soprattutto, sia dotato di figure professionali in grado di assumere il ruolo di dirigente”.
L’esempio è quello dell’ingegner Fulvio Russo, attuale funzionario dell’area tecnica con dirigenza non rinnovata: appunto.
Cosa succederà adesso? Quali potrebbero essere le ricadute sulle centinai di pratiche a firma unica?
A fornire la prima risposta ha già provveduto Di Benedetto nella seduta di Consiglio di sabato, quando, lasciando tutti basiti e incalzato da Scoglio ha detto:
“È una situazione tollerabile? No, non è tollerabile.
Noi stessi ce ne siamo resi conto impegnandoci nel nostro programma alla risoluzione proprio di questo problema entro la fine di maggio. Ma non ci siamo riusciti.
Comunque, le dico che risolvere questa questione è una cosa che dobbiamo fare”.
Per la seconda risposta, ben più articolata, occorrerà aspettare che gli atti comunali a firma unica giungano nelle mani del Prefetto, come chiesto dalla minoranza.
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