Ruviano. Festa della cultura contadina e premio letterario nel week end

Non c’è bisogno di spostarsi in campagna per assistere alle antiche fasi della trebbiatura, attività conclusiva del raccolto.Per una volta, infatti, è la campagna con i suoi rituali e prodotti a spostarsi in città.
Accade grazie alla “Festa della Cultura Contadina”, in programma a Ruviano sabato 3 e domenica 4 luglio.
Organizzata dalla Pro-Loco “Raiano” e dall’associazione culturale “Nodo d’amore” con il patrocinio del Comune, la kermesse, giunta alla diciannovesima edizione, rappresenta un appuntamento già da tempo messo in agenda da numerosissimi appassionati di tradizioni, rievocazioni di antichi mestieri e degustazioni di prodotti locali.
Nei due giorni dell’evento il centro storico del piccolo comune della Media Valle del Volturno cambierà volto, trasformandosi in una vetrina ideale per le tipicità eno gastronomiche e manifatturiere dell’alto casertano e dell’intera Terra di Lavoro, ma soprattutto mostrando molti dei suoi caratteristici spaccati della vita contadina.
L’inaugurazione è fissata sabato alle ore 20, quando la manifestazione prenderà il via alla presenza di autorità provinciali e regionali.
Subito si entrerà nel vivo con la novità di quest’anno: la premiazione del concorso letterario nazionale di poesia e narrativa “La Torre”.
Da questa edizione si è infatti deciso che il recupero delle radici proprie e collettive possa passare anche attraverso la scrittura.
Da qui l’idea di un concorso aperto a elaborati in versi o in prosa non solo a tema libero, ma ispirati o incentrati sul mondo contadino.
Dopo la premiazione, dalle 21.30, spazio all’intrattenimento con spettacoli di musica popolare, laboratori di antichi mestieri e proposte di prodotti del territorio.
Ad allietare l’ultima parte della giornata ci penserà “La Paranza dei Centro”, gruppo vesuviano il cui repertorio si basa sulla musica della tradizione del Sud.
Domenica -essendo la piazza Grande interessata dailavori di restyling dell’intero centro abitato- ci si sposterà dalle 10 in località Ponte Nuovo, dove ci sarà il raduno dei mezzi agricoli, che permetterà di conoscere e osservare da vicino le macchine, dalle più alle meno antiche, con cui si lavorano le terre.
Ma il mondo rurale verrà indagato in tutti i suoi aspetti più caratteristici.
Pertanto, non può mancare, attraverso l’allestimento di un campo in miniatura, la rappresentazione della trebbiatura del grano, con tanto di rituale storico.
C’è infatti una differenza sostanziale tra come si svolgeva questa operazione ieri e come si effettua oggi.
Se i moderni lavoratori dei campi sono avvantaggiati dal ricorso alla mieti-trebbiatrice, un tempo il lavoro veniva effettuato esclusivamente a mano.
Solo negli Anni Cinquanta uomo e macchine iniziarono la convivenza.
Sotto il sole cocente e la polvere, le spighe venivano messe nella trebbia e si separava il grano dalla paglia.
Il grano veniva poi messo in sacchi di juta mentre la paglia veniva accatastata e formava delle torri.
La chiusura è affidata a “I Populani di San Leucio”, in concerto dalle 22 nel centro storico.
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