web analytics

Piedimonte Matese. Comune, (s)vendere per risanare: Cappello categorico come Di Costanzo alla Provincia

Contrapposti per “casacca” politica indossata durante la recente contesa per la leadership provinciale, ma accomunati nell’idea di (s)vendere dei beni per ripianare la situazione deficitaria delle rispettive amministrazioni, il presidente provinciale Angelo Di Costanzo e il sindaco matesino Enzo Cappello, che ha agito sulla falsariga di quanto stabilito l’altro giorno dal parlamentino casertano, come ben si evince dal seguente comunicato:

 

Mette in vendita anche i beni comunali l’amministrazione del sindaco Vincenzo Cappello per ripianare il disavanzo di amministrazione straordinario.
Tra le modalità di estinzione delle maggiori perdite pari ad oltre 13 milioni di euro, rilevate a seguito del riaccertamento dei residui attivi degli ultimi anni, la maggioranza di Piedimonte Democratica ha individuato anche l’alienazione di diversi immobili nella disponibilità dell’ente, tra cui 3 terreni, 5 alloggi in una delle strade principali del capoluogo matesino, una ex scuola e un suolo di pochi metri quadrati nel centro cittadino.
Discussioni che, secondo le stime fatte dai competenti uffici comunali, dovrebbero fruttare complessivamente 431 mila euro alle casse comunali, poca roba rispetto ai 26 miliardi di vecchie lire di disavanzo ma comunque un sacrificio necessario per risanare finanziariamente la complessa situazione presentatasi improvvisamente sul tavolo dell’amministrazione Cappello.
L’unico dubbio regna sui tempi di effettivo realizzo di tali introiti, atteso che non è dato sapere se ci saranno subito acquirenti interessati a rilevare tali immobili: incertezza di cui la giunta di centro sinistra è a conoscenza tanto da aver comunque previsto un’alternativa al mancato incasso dei 431 mila euro.
Come deciso nell’ultima seduta del Consiglio comunale di martedì scorso, difatti, la quota del disavanzo di amministrazione straordinaria di diversi milioni di euro verrà applicata ai bilanci di previsione dei prossimi 30 anni, da quest’anno e fino al 2044, con un accantonamento annuo pari a 401.745 euro.
Un’eredità pesante per le prossime amministrazioni  che si succederanno alla guida della città nei prossimi tre decenni e che finirà per gravare inevitabilmente anche sulle future generazioni di piedimontesi, chiamate a pagare in termini di tasse e servizi il mancato recupero di crediti accumulati negli anni dal Comune verso terzi e mai riscossi finora, tanto da essere ormai considerati di dubbia esigibilità secondo i parametri fissato dalla recente normativa in materia di armonizzazione contabile degli enti locali.
“Il nostro comune da quest’anno, al pari degli altri comuni italiani – ha spiegato il primo cittadino Cappello – ha l’obbligo di rispettare i principi di armonizzazione contabile contenuti in una norma del 2011, oggi ripresa da un decreto ministeriale dello scorso 2 aprile, che ci ha imposto di rivedere al ribasso le stime dei residui attivi da inserire in bilancio.
Un’operazione passata attraverso il riaccertamento degli stessi residui attivi e l’accantonamento di una parte di essi, di dubbia esigibilità, nell’apposito fondo per un ammontare di circa 9 milioni e 500 mila euro, secondo un calcolo molto prudente fatto dagli uffici”.

(Enzo Perretta  – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Teleradio News

tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935; mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati

Lascia un commento