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Calvi Risorta. Terra dei Veleni: gli ambientalisti temono che si voglia ‘insabbiare’ tutto?!

 Venerdì 3 luglio presso la prefettura di Caserta si è tenuto un incontro nato dall’esigenza di far recapitare al Governo il documento scritto di pugno dalle popolazioni.
Un obiettivo raggiunto a neanche una settimana dal corteo attraversato da centinaia e centinaia di persone che sabato scorso hanno bloccato per tre ore la Statale Casilina.

Dopo l’allarmismo iniziale, tale da paventare l’inserimento di Calvi Risorta nel disastroso decreto terra dei fuochi, assistiamo in maniera repentina al totale rovesciamento del problema, ovvero del suo “insabbiamento”.

Tante le dichiarazioni fatte sin dal principio sulla “discarica più grande d’Europa” (definizione diffusa dalla Forestale) rinvenuta alla ex Pozzi, nonostante in realtà si tratti di un problema che di nuovo non ha nulla, se non nell’essere motivo di grande rabbia per chi, come le popolazioni dell’Agro Caleno, hanno sempre denunciato quel disastro.

Oggi quegli stessi soggetti che avevano dichiarato la presenza pericolosa di rifiuti tossici, come appunto la Forestale, fanno dichiarazioni contraddittorie rispetto a quanto affermato in precedenza.

Tanti “se” e poche verità insomma, probabilmente tesi a creare un clima confusionario al fine di elaborare nuove strategie di messa a profitto dei nostri territori.

Nell’incontro abbiamo riaffermato il principio secondo cui i criteri emergenziali che ispirano il decreto terra dei fuochi vanno abbandonati e superati e su questo punto pare ci sia una convergenza di opinioni da più parti, un altro risultato importante ma che sicuramente non ci basta.

Noi, infatti, restiamo irriducibilmente dalla nostra parte, adesso lo sa non solo la Questura ma anche il Governo, e andremo dritti per la nostra strada scongiurando ogni tipo di insabbiamento sulla verità del disastro, pretendendo la cancellazione della centrale a Biomasse sulla stessa area ex Pozzi.

Vogliamo che si proceda alla bonifica e ad una riconsegna reale dei territori a chi li abita e li vive.

Per noi la bonifica sarà terreno di possibilità, di scontro con gli interessi speculativi e di responsabilità, soprattutto sarà l’unico risarcimento reale che possa ottenere la popolazione calena a fronte di decenni di devastazione e incapacità politica.

Compito delle comunità incalzare i sindaci dell’Agro Caleno a chiarire le posizioni di compatibilità o meno in questo percorso da tracciare, che sicuramente non è in discesa, ma rappresenta l’unica risposta dignitosa possibile.

Come ribadito anche nella partecipatissima assemblea pubblica di venerdì pomeriggio, la nuova lotta che dovrà affrontare l’Agro Caleno è una lotta di dignità che vedrà come nemico chiunque si voglia opporre o mettere ostacoli lungo il percorso della comunità. 

(Comitato per l’Agro Caleno: No centrale a biomasse – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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