Prata Sannita. ‘Iguana’: secondo premio a Roberta Muzio de ‘Il Mattino’ per una lirica davvero toccante
L’antico spinge il nuovo affinché emerga. L’essenza di un riconoscimento, in questo caso del premio letterario nazionale “L’Iguana-Castello di Prata Sannita”, è tutto nell’illuminazione degli organizzatori, Lucia Daga, Maria Stella Rossi e Esther Basile, e dei promotori, Antonio Maddalena e il sindaco Domenico Scuncio.Sentir cantare alla chitarra, tra le mura del cortile dei templari, Elio Pecora, tra i maggiori poeti del ‘900 e presidente del premio, è preziosa immagine, ricordo bellissimo che carica di significato l’evento. È Prata, il suo castello magnifico, a candidare il luogo, in futuro, se il nuovo di qualità sarà riconosciuto, a culla e faro della cultura nazionale e internazionale.
Vanto e eccezione della provincia dove i recinti che separano l’ospitalità dell’ambiente rurale ai circoli culturali di antica memoria cadranno. Lo hanno fatto sconfiggendo i rituali di feste commerciali a colpi d’artificio, legando Prata a Napoli, a Narni, all’Umbria, alla Liguria, fino al bassopiano pannonico della Serbia e, tornando indietro,alla luce dei bronzi della fonderia pontificia Marinelli.
C’è un giardino degli artisti sotto le mura del villaggio medioevale ai bordi del fiume Lete.
Un grande pioppo dedicato, lo scorso anno, per la prima edizione, a Gerardo Marotta, presidente dell’Istituto italiano per gli Studi filosofici di cui tale evento è figlio.
Quest’anno, un secondo albero, ha il nome di Elio Pecora.
Qui, nel luogo del passato, la natura e gli animali fanno pace con gli uomini.
Perché a vincere un premio, arrivando dopo un lavoro dell’attore e maestro, Pierluigi Giorgio, che Prata ospiterà ancora, ispirato alla visita in Molise di un gigante come Papa Francesco, è il racconto, e atto d’amore, dell’autrice Roberta Muzio, giornalista de “Il Mattino”.
È ispirato a un uccello migratore, senza nome, alla ricerca della sua casa, quella degli animali, nella martoriata provincia casertana.
La giuria dà atto: “realtà tragica attraverso una visione poetica”.
Qui gli spiriti degli antichi cavalieri del castello tolgono l’elmo, finalmente, e sorridono a udir la musica e le parole.
Decifrando i messaggi del passato trasmessi attraverso i film di Pasolini riportati alla memoria da Grazia Morace.
Premiandoli attraverso la giuria.
E, sempre loro, i cavalieri, abbracciano il talento di emergenti come Franco Spinelli, strizzando l’occhio all’esperienza e interpretazione di Milena Vukotic, Anna Maria Ackermann, Lucia Stefanelli Cervelli.
Il premio del castello di Prata è, nei suoi elementi di tradizione, una rivoluzione.
(Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

