Da Piedimonte Matese nelle Marche per essere ricattato da una prostituta minorenne, arrestata mentre ‘incassa’
Una brutta storia, che coinvolge anche una minorenne, iniziata nell’estate del 2008 su una spiaggia marchigiana dove si “consumò” quella che doveva essere la classica storia d’amore estiva tra P.D.M., all’epoca 26enne, originario di Piedimonte Matese, che si era trasferito a Macerata per lavoro, e una ragazza 16enne ciociara.Gli incontri continuarono presso la casa della ragazza dove, però, l’uomo capisce di non essere l’unico della sua vita.
La giovane, infatti, intrattiene più relazioni contemporaneamente dietro lauto compenso.
A questo punto il “fidanzato” decide di lasciarla e per troncare del tutto cambia anche le sue utenze telefoniche.
Sembra essere tutto finito, ma, dopo circa tre anni, l’uomo comincia di nuovo a ricevere telefonate sul suo nuovo numero e scopre che era stato aperto un “profilo” a suo nome dove erano state pubblicate foto “osé” della relazione e nel quale lui risultava, falsamente, sposato e con prole.
Scatta la denuncia, il profilo viene oscurato e lui cambia di nuovo il numero di telefono.
Altri tre anni di silenzio fino all’inizio del mese di giugno quando, pensando che la storia fosse ormai archiviata, l’uomo apre una sua pagina su Facebook.
Ricominciano i contatti: sms, telefonate e minacce di diffondere materiale esplicito e compromettente, risalente ai tempi di quella relazione, se lui non le avesse consegnato 5.000 euro.
Lui risponde che è rimasto senza lavoro e che non può pagare, ma lei insiste dicendo anche che avrebbe messo a conoscenza del tutto la sua attuale compagna ed i suoi amici.
L’uomo, ormai disperato, si rivolge alla Polizia di Stato di Macerata.
I poliziotti ascoltano tutto e gli dicono di fissare un appuntamento per la consegna del denaro.
Lui ricontatta la donna e le dice che l’avrebbe raggiunta a Frosinone per consegnarle i soldi.
Gli investigatori della Polizia di Stato di Macerata prendono contatti con la squadra mobile di Frosinone ed organizzano l’incontro.
Domenica mattina, quindi, alla stazione ferroviaria di Frosinone, il cerchio si è chiuso: per la donna, oggi ventitreenne, sono scattate le manette e dovrà rispondere davanti al giudice di estorsione.
Per P.D.M. è finito un incubo che durava da ben sette anni.
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