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Alife. ‘Scandalo Sansone’: per la finanza sono scomparsi oltre 100.000 euro

“I conti non tornano! E la matematica non è una opinione…”. Questo avranno pensato gli inquirenti della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, che hanno chiuso un altro filone di indagine a carico di Pietro Sansone (nella foto), il dirigente comunale presso il Municipio di Alife, sotto processo perchè accusato di aver intascato centinaia e centinaia di migliaia di euro indebitamente, quando era a capo dell’articolazione comunale nel settore finanze.
E non è sfuggito, parlando di finanze, alla Finanza (scusate il gioco di parole) il ruolo di Sansone anche al Consorzio Metano 25, presieduto all’epoca dall’ex sindaco di Alife Roberto Vitelli.
Pietro Sansone rivestiva l’incarico di responsabile finanziario del consorzio intercomunale “Campania 25” dal primo gennaio 2003, fino all’agosto del 2010, peraltro, secondo l’accusa, in violazione dell’art. 53, d.lgs. 30.03.2001, n. 165, in tema di incompatibilità per i dipendenti pubblici.
Le fiamme gialle del Matese hanno eseguito, durante la lunga fase delle indagini, una disamina dei mandati riscossi da Sansone negli anni 2008, 2009 e 2010, da cui emergeva un’eccedenza di somme riscosse a titolo di spettanze, rispetto a quelle previste dalla delibera del Consiglio di Amministrazione numero due del quattro febbraio 2008, la quale fissava un compenso unico, mensile, pari ad euro 1.920 lordi.
Invece è emerso che Sansone avrebbe percepito indebitamente una differenza tra quanto spettante e quanto effettivamente incassato, pari a 108.772,21 euro.
A seguito delle incongruenze rilevate, soprattutto nelle liquidazioni in favore del Sansone, i revisori dei conti, in sede di parere al bilancio consuntivo espresso nel gennaio del 2010, diffidavano l’ente dall’emettere ulteriori mandati di pagamento e solo allora il Consiglio di amministrativo deliberava di introdurre l’obbligatorietà del visto – del Presidente o Vice Presidente – su tutti i pagamenti effettuati.
Ora arriva una ulteriore verifica dalla quale sarebbero emerse somme “sospette” per oltre 100.000 euro.
La Guardia di Finanza ha segnalato anche questa fattispecie alla Corte dei Conti e, oltre ai rilievi penali, non sono esclusi anche ulteriori rilievi economici, visto che la stessa magistratura contabile ha già condannato Sansone a risarcire 300.000 euro al Comune di Alife.
Ora bisognerà vedere in questo caso cosa avverrà.

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